La laguna fa la festa alle Grandi Navi. Attivisti in acqua per impedire il transito

Proprio come la Val di Susa. Magari con l’acqua al posto delle montagne, ma con la stessa identica voglia di resistere e di difendere la propria terra. Come i valsusini non mollano sulla Tav, così i veneziani hanno voluto ribadire ancora una volta che la laguna è un bene comune che non deve essere né mercificato né devastato. E proprio come in Val di Susa, la giornata di lotta è stata trasformata in un momento di festa popolare con musiche, canti e bandiere. Tutti in fondamenta alle Zattere, questo pomeriggio, per la Festa della Laguna davanti al canale della Giudecca trasformato in una autostrada per le Grandi Navi. Tutti a ribadire che quegli inquinanti villaggi turistici galleggianti sono incompatibili col delicato ecosistema lagunare. Tutti sostenere la ventina di sub – attivisti che anche quest’anno si sono gettati in acqua con maschera e pinne per impedire il passaggio di quei Mostri del mare. Guardia costiera, motoscafi della polizia e moto d’acqua non sono riusciti a fermare i nuotatori che, trincerandosi dietro tre grosse boe, sono riusciti a bloccare per tutto il pomeriggio il transito di tre grandi navi. Intanto, dalla riva, qualche centinaio di cittadini applaudiva e sventolava bandiere No Navi, mentre dal microfono si alternavano gli interventi degli ambientalisti che ricordavano perché queste speculazioni edilizie galleggianti sono incompatibili con la laguna di Venezia per via dell’enorme spostamento d’acqua che causa lo smottamento dei fondali e delle rive. Per non parlare dell’inquinamento da polveri sottili e ultra sottili che portano l’inquinamento di una autostrada a tre corsia all’interno dell’unica città al mondo senza auto.

Una situazione che non può più essere tollerata e alla quale la politica deve dare una risposta. E dovrà essere una risposta compatibile con l’ambiente e la tutela della salute dei veneziani. Soprattutto, dovrà essere una risposta partecipata e trasparente. Proprio quella che il Governo non vuole dare, considerando che proposte e alternative sono attualmente secretate ed è difficile seguirne anche l’iter procedurale. Il timore è che gli interessi dei grandi gruppi crocieristici e le acquisite rendite di posizione, pesino sulle scelte finali più della volontà di tutelare la città più bella del mondo.

Ed è proprio per ricordare a tutti che Venezia è la sua laguna, e difendere la laguna dalle Grandi Navi significa difendere la città, che le ragazze e i ragazzi degli spazi sociali, questo pomeriggio, non hanno esitato ad infilare le pinne e a tuffarsi, un’altra volta, in acqua. Proprio come in Val di Susa gli attivisti no Tav tagliano le reti dei cantieri.

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