Osservatorio sui conflitti ambientali

CEMENTIFICI, RIFIUTI E UN SINDACO IN STATO CONFUSIONALE

CEMENTIFICI, RIFIUTI E UN SINDACO IN STATO CONFUSIONALE
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La questione dei rifiuti nelle cementerie è tornata di stretta attualità a seguito della richiesta della Cementeria di Monselice spa di utilizzare ceneri e gessi nel processo produttivo con l’obiettivo di smaltire 200.000 t/a di ceneri ed un quantitativo non specificato di Gessi chimici. I cementifici hanno da sempre un duplice obiettivo: cambiare tipo di combustibile e sostituire la materia prima con i rifiuti. Il loro progetto è di utilizzare rifiuti urbani come combustibile e smaltire rifiuti mescolandoli nell’impasto del cemento.

Per capire come funziona la produzione del cemento, possiamo utilizzare come esempio il forno di cucina.  Per fare una torta, si prepara l’impasto e lo si versa nella teglia. Il fuoco sotto provvede alla sua cottura. Chi entra in cucina potrà sentire i piacevoli profumi rilasciati dagli ingredienti. Per fare il cemento si usano il calcare e l’argilla, si butta nella “teglia” e si scalda utilizzando vari tipi di combustibile.

Lo capisce anche un profano che se al posto di calcare e/o argilla si inseriscono fanghi industriali, ceneri, scarti di lavorazione, rifiuti industriali etc… il “profumo” che si libererà nell’aria sarà ben diverso e fortemente caratterizzato da inquinanti di vario tipo. Nel 2005 a seguito del fenomeno degli “odori acri”, sulla base delle analisi ARPAV, la Provincia di Padova sospese le autorizzazioni all’uso dei rifiuti nel processo produttivo, proprio alla Cementeria di Monselice.

Queste cose il Sindaco di Monselice Francesco Lunghi le dovrebbe conoscere, o almeno gliele abbiamo spiegate decine di volte, ma continua imperterrito nella “strategia della confusione”. Del resto basta scorrere i giornali o i resoconti dei suoi interventi dentro e fuori al Consiglio per capire che le sue dichiarazioni non possono avere nessuna affidabilità.

Nel 2005 in Consiglio Comunale votava una mozione con la quale si chiedeva anche a Italcementi di sospendere l’uso dei rifiuti nel processo produttivo. Nel 2007 affermava: «Se i cementifici bruciano rifiuti li faremo chiudere senza indugi».  Nel 2008 sosteneva che la necessita una riconversione dei cementifici.  Nel 2009 in campagna elettorale dichiarava: “ se sarò sindaco, parlerò con le cementerie e dirò loro: “Bruciate CDR” (combustibile da rifiuti)”, oppure: “A settembre convocherò un convegno sui combustibili alternativi. Per valutare la possibilità di farvi ricorso”. Tra i primi atti da Sindaco, sempre nel 2009, l’avvio degli accordi segreti per il “revamping” di Italcementi dove si esclude l’uso del CDR. Poi per farla breve, in questi giorni dichiara che il suo obiettivo è di “stoppare l’uso dei rifiuti come combustibile nei cementifici”, riconoscendo che inquinano ed hanno limiti più altri degli inceneritori. Ma subito dopo apre alla richiesta di Zillo all’uso dei rifiuti nel processo produttivo.

L’unica cosa certa è che i cittadini non possono fidarsi degli atti e delle dichiarazioni di questo Sindaco e devono prestare enorme attenzione a quanto sta accadendo. Di fronte al calo della produzione di cemento una multinazionale vorrebbe costruire un nuovo cementificio, l’altra chiede intanto di usare rifiuti nel processo produttivo. Sullo sfondo l’annunciato “decreto Clini”, teso a favorire l’uso dei rifiuti come combustibile nei cementifici. Il futuro che Lunghi e i cementieri vorrebbero segnare per il nostro territorio è questo! Tutto il resto sono chiacchiere e “strategia della confusione”.

Francesco Miazzi  – Consigliere Comunale “nuova Monselice”

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