Osservatorio sui conflitti ambientali

Cassa depositi e prestiti all’ attacco delle utility: no alla privatizzazione

Cassa depositi e prestiti all’ attacco delle utility: no alla privatizzazione
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La vicenda della fusione per incorporazione tra Acegas-Aps e Hera è di fondamentale importanza per i cittadini padovani, perchè pone in discussione il controllo dello smaltimento dei rifiuti (inceneritore e raccolta differenziata), della rete idrica e della fornitura di gas ed energia elettrica, tutti servizi essenziali per i cittadini.

Fin dall’ inizio, ossia fin dalla firma della lettera d’intenti l’ 11 giugno, siglata anche dai sindaci di Padova e Trieste, la vicenda si è caratterizzata per una gestione delle trattative chiusa e verticistica, antidemocratica, in cui il parere dei consigli comunali è stato volutamente evitato;di conseguenza essi si troveranno a ratificare decisioni già prese altrove, la loro funzione politica viene svuotata di ogni significato, sostituita anzi dai consigli di amministrazione delle due società.

Quali vantaggi avranno i cittadini da questa fusione? Le tariffe forse aumenteranno, la qualità dei servizi e i livelli occupazionali dei dipendenti sono un’ incognita e sicuramente il peso del Comune di Padova all’ interno della nuova multiutility del nord (5,3 %) sarà molto marginale e i centri di decisione si allontaneranno sempre più da Padova.

Dubitiamo che la nuova multiutility resti pubblica, anzi riteniamo che questa fusione apra la strada alla privatizzazione dei servizi pubblici locali(confermato anche dalla lettera di Giustina Destro) o perlomeno all’ assenza di controllo da parte dei comuni su di essi; infatti nel dibattito apertosi in città non è ancora emersa la notizia che dopo il varo del decreto Sviluppo il 16 giugno, la Cassa depositi e prestiti sta concentrando l’ attenzione sulle utility (ex municipalizzate): attraverso il Fondo strategico italiano, che detiene, ha l’ intenzione di acquistare dai comuni(per alleggerire il loro debito) quote delle loro società di servizi, purchè siano sane e di possibile rendimento. Il Fondo dovrà detenere i poteri di governance sulle nomine e sugli indirizzi delle società e trovare un partner finanziario, anche straniero, che lo affianchi; ricordiamo che Cassa depositi e prestiti è una s.p.a. controllata per il 70% dal ministero dell’ Economia e per il 30% da fondazioni bancarie ed è la cassaforte dei risparmi postali degli italiani.

Ma ciò che ci interessa maggiormente è la notizia, che la stampa economica giudica attendibile, inerente all’ attenzione del Fondo proprio per il dossier della bolognese Hera.

Ci chiediamo se sia questo ciò che vogliono i padovani che l’ anno scorso si sono recati alle urne per votare il referendum sull’ acqua pubblica e sui beni comuni? Noi pensiamo di no, per questo ci piacerebbe che l’ 11 settembre in sala Nassyria ci fossero molti cittadini a partecipare all’ assemblea di tutti coloro che si oppongono a questa fusione, per lanciare la proposta di un referendum.

Comitato” Lasciateci respirare Padova”

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