Osservatorio sui conflitti ambientali

Vivere senza inceneritori si può. Anzi, si deve. Chiude l’impianto di Fusina

Vivere senza inceneritori si può. Anzi, si deve. Chiude l’impianto di Fusina
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di Gianfranco Bettin* - 

La chiusura dell’inceneritore di rifiuti, caso più unico che raro in un’Italia in cui gli inceneritori di solito si chiudono solo per aprirne di più grandi o più moderni, sempre tuttavia di forte impatto sulla salute e sull’ambiente, è l’esito di una strategia sviluppata in più fasi.

La prima è stata la rinuncia a realizzare la seconda linea dell’inceneritore, già prevista in origine.

La  fase successiva riguarda il fortissimo investimento per aumentare la raccolta differenziata. Oggi, grazie al porta a porta esteso a quasi tutta la settimana in centro storico a Venezia e a Burano e Murano, e grazie all’introduzione dei cassonetti con la chiave in terraferma e al Lido, abbiamo raggiunto risultati straordinari.

Venezia è tra i primissimi comuni di grandi dimensioni per raccolta differenziata. Mestre, in particolare, è al primo posto tra le grandi città italiane (quelle con 150/200 mila abitanti), con percentuali che vanno, nelle diverse municipalità, dal 60 a oltre il 70 %, a seconda del grado di introduzione dei nuovi cassonetti a chiave.

I rifiuti così raccolti diventano quindi, negli impianti di “EcoRiciclo” (un ramo della azienda pubblica Veritas) appositamente potenziati dell’ecodistretto di Fusina, nuova materia prima, la cui filiera di trattamento e riciclaggio è già in alcuni importanti casi – come il vetro – certificata.

Dunque, la chiusura dell’inceneritore è frutto di queste pratiche virtuose, che vedono Venezia avere anche il record di minor conferimento dei rifiuti in discarica (3-4%).

Chiudere l’inceneritore significa inoltre non avere scorie da smaltire e abbattere oltre 60 mila tonnellate annue di CO2 (tra quelle finora generate dai rifiuti  bruciati e quelle che, con la sostituzione del CDR al carbone, non escono più dalla centrale elettrica).

Insomma, vivere senza inceneritori si può: dipende da scelte politiche lungimiranti e da buone pratiche condivise con l’intera cittadinanza.

 *assessore all’Ambiente del Comune di Venezia

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