No a Marghera pattumiera d’Italia dei rifiuti Tossico Nocivi

Nei prossimi giorni la Commissione per la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) regionale deciderà in merito al progetto della Ditta Alles SpA, che vuole potenziare il proprio impianto di Porto Marghera di deposito e trattamento di rifiuti tossico nocivi.

CHI E’ ALLES SpA?

Al grande pubblico questo nome non dice nulla, ma si tratta di una società (Azienda Lavori Lagunari Escavo e Smaltimenti) controllata dalla Mantovani SpA, che gestisce un piccolo e obsoleto impianto che, negli ultimi anni, si è sostanzialmente occupato del trattamento dei fanghi provenienti dagli scavi dei canali portuali, gestiti dal Magistrato alle Acque. Siamo nel cuore del sistema di imprese che gestiscono le grandi opere nella Regione Veneto: dal MoSE al Passante agli ospedali in project financing.

COSA VUOLE FARE ALLES SpA?

Il progetto presentato prevede il potenziamento dell’impianto in banchina su via dell’Elettronica con l’obiettivo di trattare rifiuti di ogni genere provenienti da tutta Italia. Dai 20 tipi di rifiuti speciali consentiti dall’attuale Autorizzazione al funzionamento, chiedono di estendere il trattamento fino a 70 diverse tipologie di rifiuto, incluse varie tossico-nocive altamente pericolose per l’ambiente e per la salute. Vogliono raddoppiare i seimila metri cubi autorizzati oggi per arrivare a 12.000 metri cubi, portando i flussi giornalieri da quasi 700 tonnellate a oltre mille: più di 300.000 tonnellate annue da stoccare e trattare, rifiuti in arrivo da terra e dal mare con aumento del traffico di camion e navi.

COSA SIGNIFICHEREBBE QUESTO PER PORTO MARGHERA?

Un impatto notevole sull’ambiente e sulla salute dei cittadini derivante non solo dal trattamento dei rifiuti pericolosi ma anche dal passaggio di camion e chiatte che dovrebbero attraversare Marghera e Malcontenta per far arrivare all’impianto i materiali provenienti da tutta Italia. Inoltre il progetto risulta incompatibile con la destinazione urbanistica del sito ed in contrasto col piano regolatore di Porto Marghera che stabilisce che in loco si possono trattare solo rifiuti “locali”, cioè non proveniente dall’esterno. Qualsiasi intervento nell’area Alles deve essere preceduto con la bonifica del suolo ove l’azienda sorge, bonifica di cui Alles non ha mai presentato alcun progetto. Il nostro territorio ha già pagato e sta ancora pagando un tributo altissimo in termini di malattie da inquinamento legate alle produzioni vecchie e nuove di Porto Marghera.

 Non possiamo accettare un’ulteriore attentato alla nostra salute!

 Non possiamo accettare un progetto che ci riporterebbe indietro di anni trasformando Marghera nella pattumiera d’Italia!

Se non si ferma il progetto Alles si rischia che gli interessi di pochi affaristi senza scrupoli (come Gavioli della STE srl, attualmente agli arresti per traffico illecito di rifiuti) blocchino la trasformazione di Porto Marghera, trasformazione che si sta lentamente delineando tramite progetti di bonifica, di risanamento, di riconversione verso produzioni pulite ed attività sostenibili.

La mobilitazione popolare che in questi anni è riuscita a stoppare il riavvio dell’inceneritore SG31, anch’esso destinato a potenziamento per bruciare rifiuti da tutta Italia, continuerà fino a che i progetti assassini non verranno definitivamente abbandonati.

Assemblea permanente contro il rischio chimico a Marghera

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