Dalla Pedemontana alla Val Susa: fermiamo le grandi opere!

E’ stata una manifestazione molto sentita e partecipata quella che oggi pomeriggio ha attraversato il territorio vicentino da Alte alla piazza del Duomo di Montecchio Maggiore (Vi). Centinaia di persone che hanno accolto l’invito dei Comitati Difesa Salute e Territorio Montecchio-Valle Agno-Altovicentino-Bassano.

Un vasto territorio interessato dal progetto di questa grande autostrada che si vuole assolutamente costruire nonostante l’opposizione di cittadini e alcune sentenze del Tar. No Pedemontana significa difendere la terra dalla ferita irreversibile che sarà inflitta con la costruzione dell’autostrada a sei corsie da Montecchio Maggiore (VI) fino a Spresiano (TV).

La situazione del cantiere della Pedemontana dopo le  sentenze del Tar e in attesa di altri ricorsi ancora in piedi nell ‘intervista a Lanfranco Tarabini:

Alla manifestazione hanno partecipato molti comitati di tutta la provincia: i cittadini di Schio contro l’inceneritore, quelli contro la Valdastico Sud, il Comitato di Val Posina, etc. Ma erano presenti anche associazioni da tutto il nordest: i Cat della Riviera del Brenta, Comitato contro le grandi navi di Venezia, Comitato Lasciateci Respirare di Monselice e Padova, Presidio No Dal Molin e altre realtà che fanno delle tematiche legate ai beni comuni e alla difesa del territorio il loro impegno quotidiano. No Pedemontana ha significato per tutti i partecipanti dire no alle grandi opere inutili e ambientalmente incompatibili, no al consumo del suolo e delle risorse non rinnovabili, no  alla devastazione del paesaggio. Negli striscioni si leggeva: “No alla grandi opere, diverso modello di sviluppo”; “dalla Val Susa alla Pedemontana fermiamo le grandi opere” era lo striscione firmato dall’Assemblea permanente dei movimenti del nordest.

Tra i partecipanti i comitati CAT della riviera del Brenta, di seguito l’intervista a Rebecca, No AR Romea Commerciale.

Ricordiamo che tra le ragioni del No Autostrada Pedemontana  c’è la certezza di inquinamento di  poveri sottili e smog,  falde acquifere e i corsi d’acqua, di speculazione in tutto il territorio, di scarico di materiali tossici e di infiltrazioni mafiose (vedi Valdastico Sud). Inoltre tutti hanno ricordato che imporre un commissario straordinario per realizzare con prepotenza l’opera non servirà a scoraggiare chi si oppone, che si pretende il rispetto delle sentenze del Tar del Lazio che ha accolto i ricorsi dei cittadini contro l’opera, in seguito ai quali i lavori dovrebbero essere già stati interroti. Per questo i cantieri della Pedemontana sono illegali!

Questo è stato ripetuto anche dagli interventi alla fine del corteo: un pomeriggio di lotta proseguito con la musica in piazza.  Il prossimo obiettivo dei comitati No Pedemontana la costruzione di un Presidio Permanente che diventi luogo aperto,  punto di riferimento del movimento contro la devastazione del territorio e per nuovi stili di vita e aggregazione sociale.

Montecchio Maggiore, 17 marzo 2012

Redazione di EcoMagazine

 

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