Effetto Orte-Mestre

La straordinaria risposta che in questi due ultimi mesi sta registrando il contrasto alla nuova autostrada Orte-Mestre ha trovato ulteriore conferma ieri a Cesena, all’assemblea della Rete nazionale Stop Or-Me.

Vitale e partecipata, la riunione di Cesena ha ribadito l’opposizione intransigente ad un’opera demenziale e confermato le sue linee strategiche, che si dipaneranno nell’immediato futuro su ogni livello di azione: da quello giudiziario alla pressione politica, dalle campagne di sensibilizzazione a quelle mediatiche, dall’attività di inchiesta alle mobilitazioni sui territori. Nulla sarà trascurato o lasciato intentato.

Ma il dato più significativo, in questo momento, è il moltiplicarsi delle voci e dei cuori che si aggiungono e si intensificano ad ogni occasione di incontro. Nuove organizzazioni e nuovi gruppi stanno contribuendo all’ampliarsi di questa realtà e ad aumentare la sua ricchezza e vigore.

Si sta diffondendo in modo esponenziale, infatti, la consapevolezza delle implicazioni e delle ricadute che questa nuova gigantesca opera riverserà nei territori attraversati e nell’intera penisola. Implicazioni che si abbattono sì sugli aspetti ambientali e territoriali, sulla salute e sulle economie locali e pubbliche, ma le cui ricadute coinvolgono pesantemente la sfera dell’accesso ai beni comuni indisponibili, della democrazia e della giustizia sociale. La minacciosa Orte-Mestre sta di fatto producendo una trasversalità che svuota la retorica “nimby” di qualsiasi senso, non solo territoriale, ma in merito a temi e contenuti.

Un’avventura partita nel 2010 da un pugno di “sognatori” determinati a promuovere la costruzione di un fronte solido e autorevole contro l’ennesima inutile opera, imposta da un modello politico-affaristico predatorio. Un percorso caparbio che ha visto da subito l’adesione di associazioni e organizzazioni di rango nazionale e che è andato via via crescendo con la partecipazione di sempre più numerosi comitati e gruppi locali di tutte e cinque le Regioni interessate. Dall’8 novembre scorso, quando il CIPE ha sbloccato l’opera, l’adesione è andata aumentando fino a contare oggi 80 realtà e la presenza di numerose personalità, esperti, professionisti e amministratori, fino alla rete nazionale delle comunità in lotta per l’autodeterminazione alimentare di Genuino Clandestino.

La campagna Stop Or-Me sta raccogliendo consensi ovunque e sta esprimendo quella duttilità e quella “biodiversità” indispensabili ad aumentarne la forza, l’intelligenza e l’efficacia. Quello che si sta delineando è un inedito ricco ecosistema di resilienza che starà a ciascuno di noi mantenere responsabilmente centrato sull’obiettivo per cui è nato. Un obiettivo che rivendica un chiaro e legittimo “no” alle devastazioni e al quale affianca i numerosi “sì” alla salvaguardia dei territori e dei beni comuni, alla sicurezza e manutenzione dell’esistente, alla preservazione dei suoli agricoli, alle piccole opere utili, alla tutela e garanzia dei diritti sociali e delle persone, alla promozione dei servizi e dei trasporti pubblici…

Dal 2012 Rete Stop Or-Me aderisce al Forum europeo contro le Grandi Opere Inutili e Imposte, promosso da Presidio Europa No Tav. Ed ecco che l’unanime condivisione, come singoli e come Rete nazionale, dell’appello promosso dal movimento No Tav, per la mobilitazione diffusa il 22 febbraio, è il segno tangibile di come tutti i fili si stiano intrecciando in un tessuto sempre più resistente. Per quella giornata nazionale di lotta Rete Stop Or-Me diffonderà la sua adesione e appello alla mobilitazione, rivolta a tutti coloro che si riconoscono in questa battaglia, sorella di tutte le altre.

www.stoporme.orginfo@stoporme.org

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