Traforo di base del Brennero: il DEF 2015 fa il miracolo, diminuisce i costi

Forse gli scandali che in Italia segnano il settore delle grandi opere, e delle opere pubbliche in genere, hanno influenzato il contenuto del Programma Infrastrutture Strategiche allegato al Documento di Economia e Finanza approvato dal Consiglio dei Ministri il 10.4.2015. Da circa 420 che erano le opere strategiche da realizzare, se ne selezionano 25 prioritarie (30 reali se si considerano alcuni accorpamenti). Si tratta solo di razionalizzazione, non c’è alcun ripensamento sulla politica generale di settore che da decenni devasta ed impoverisce il paese.

Nell’Allegato 3 del Programma sono indicati costi e coperture finanziarie attuali delle 25 opere prioritarie.

Per il traforo ferroviario di base del Brennero è stimato un costo per l’Italia di 4,4 miliardi (con copertura di 1,757 miliardi). Strano.

Nel Programma delle Infrastrutture Strategiche allegato al Documento di Economia e Finanza 2014, approvato dal Consiglio dei Ministri l’8.4.2014, il costo per l’Italia era stimato invece in 4,865 miliardi (con una copertura secondo noi di 1,651 miliardi al lordo dei nuovi stanziamenti assegnati a fine 2014 dal decreto legge c.d. sblocca Italia e dalla legge di stabilità 2015). Sempre di 4,865 miliardi (con copertura di 0,888 miliardi, prima degli stanziamenti di fine 2014) era la stima di costo per l’Italia nel Contratto di Programma 2012-2016, Parte Investimenti, tra RFI e Ministero Infrastrutture e Trasporti (tabella B) approvato in data 8.8.2014. Il tutto a fronte di un costo reale ragionevolmente stimabile per l’Italia in circa 12 miliardi.

Una piccola verifica a campione indicherebbe che per altre opere il miracolo non si è verificato o non si è verificato completamente: per esempio, il costo della linea AV/AC Terzo Valico dei Giovi Genova-Tortona resta stabile intorno a 6,2 miliardi nei tre documenti appena verificati; il costo della ferrovia AV-AC Verona-Padova è valutato in 5,402 miliardi nel Programma Infrastrutture Strategiche 2015, in 5,130 miliardi nel Programma Infrastrutture Strategiche 2014 ma in 6,051 miliardi nel Contratto di Programma 2012-2016 tra RFI e Ministero Infrastrutture e Trasporti.

Insomma, in qualche caso, passati pochi mesi dalle stime 2014, l’aria della primavera 2015 fa diminuire di circa il 9% il costo di alcune grandi opere inutili. Ogni tanto una buona notizia.

La linea di accesso Sud al Brennero non ha invece trovato attenzione nel Programma Infrastrutture Strategiche 2015. Al di là della propaganda dei promotori e nonostante il grande indaffaramento dei gruppi di interesse locali, non è rientrata tra le opere prioritarie e non ha trovato ulteriori finanziamenti oltre quelli scarsissimi già esistenti (0,232 miliardi su un totale di costo ufficiale vecchio ed incompleto stimato in 8,388 miliardi; il costo reale ragionevolmente stimabile è peraltro di circa 41 miliardi). Quanto all’accesso Sud al Brennero, il Programma ha preso in considerazione la sola linea esistente, ricordando che tra le 83 opere proposte dall’Italia entro il 3.3.2015 per concorrere ai finanziamenti europei del meccanismo Connecting Europe Facility 2014-2020 ce n’è una per la modernizzazione dei binari di manovra [1]. Però l’attenzione va mantenuta al massimo grado perché già si leggono le rassicurazioni ai delusi.


[1] Tra le stesse proposte italiane rientra comunque quella della società BBB-Se per 796,5 milioni relativa alle opere del tunnel di base del Brennero.

Tratto da notavbrennero.info

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