Guerrieri di legno e Comuni resistenti. #CementoArricchito #Trento

A Besenello (Tn) c’è un “guerriero contro la Pi.Ru.Bi”. È un guerriero di legno di cedro alto 3 metri, scolpito dall’artista Florian Grott, che dalla fine del 2014 sta ai margini della statale del Brennero, all’ingresso di Besenello, il Comune trentino dove dovrebbe innestarsi l’autostrada Valdastico Nord: il tratto di 19 km che manca alla A31 Vicenza – Trento, da Piovene Rocchette a Trento. Un progetto che ha radici lontane, negli anni ’70, quando i tre democristiani Flaminio Piccoli, Mariano Rumor e Antonio Bisaglia (Pi.Ru.Bi., dalle sigle dei loro cognomi) si fecero promotori di questa tratta stradale.

La nuova autostrada A31 Nord – che prevede un investimento di 2 miliardi di euro e almeno 11 anni di cantieri – si trova oggi in un limbo: la Provincia di Trento continua a essere contraria all’opera, che ritiene “superata (…), perché non coerente con le direttive europee ed anche con il forte investimento che si sta facendo sul trasporto ferroviario, proprio in collaborazione con lo Stato ma anche con l’Unione Europea e l’Austria”, ma sono forti le pressioni da parte della Regione Veneto e del Governo per portare avanti il progetto. Così forti che lo scorso novembre il Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) ha forzato l’iter di approvazione del progetto.

Concessionario dell’opera è, infatti, A4 Holding, la società presieduta da Attilio Schneck che gestisce l’A31 e l’A4 tra Brescia e Padova, il cui primo azionista è Intesa Sanpaolo. Per la società, l’autostrada Valdastico Nord è “inderogabile” poiché, “costituisce attualmente un impegno previsto dalla Convenzione che regola la concessione autostradale”. In altre parole, il 30 giugno scadrà la concessione dell’autostrada Valdastico Nord ad A4 Holding che ne avrà ancora la gestione (fino al 2026) solo se entro quella data sarà approvato il progetto definitivo del prolungamento fino a Trento.

Il Comune più “resistente” all’opera è quello di Besenello (Tn): 2.500 abitanti in Alta Vallagarina decisi a fermare un progetto che rappresenta “una minaccia grave” per il territorio che va in direzione contraria rispetto a un “modello di sviluppo sostenibile”, ingiustificata dal punto di vista dei costi e dei benefici e antidemocratica.

Intanto, i costruttori dell’opera dichiarano di essere impegnati “a calare l’opera in un contesto di sostenibilità (per un) inserimento equilibrato dell’infrastruttura nell’ambiente del territorio”, fatto attraverso una “grande attenzione nella scelta di materiali”, in particolare: “calcestruzzo con textures ispirate a reperti archeologici veneti e a piante di ville palladiane” per coniugare “la valorizzazione del patrimonio storico-culturale con il miglioramento qualitativo di attraversamenti, sottopassi e gallerie”.

Besenello è il crocevia delle resistenze ambientali trentine. Sempre qui, in località Acquaviva, 5 km salendo verso Trento, è nato il primo presidio permanente No Tav del Trentino, in opposizione alla tratta dell’alta velocità Brennero-Verona. Un percorso che rientra negli “accordi internazionali per lo sviluppo e la realizzazione della rete europea dei trasporti Ten-T” (Trans european network Transport) tra Italia e Austria e prevede: la costruzione del tunnel di base del Brennero (attraverso la società europea Bbt); il tratto nord della bassa valle tirolese dell’Inn e quello a sud, in Italia, da Fortezza a Verona.

I tre corridoi italiani della Rete transeuropea dei trasporti: it_it (1).

Video-intervista a Gianfranco Poliandri, esperto in diritto ambientale

Al 2014 il costo ufficiale per la sola linea di accesso a Sud del traforo del Brennero era di 8,4 miliardi, coperto solo per 0,2 miliardi. Ma a fine anno sono arrivati altri dal Governo altri 840 milioni di sostegno finanziario all’opera. La Provincia, intanto, ha istituito nel febbraio 2015 l’Osservatorio per lo sviluppo del corridoio del Brennero, criticato dai comitati che lo ritengono solamente uno “strumento di promozione (dell’opera stessa, ndr) e pressione diretto dalla Provincia”.

Le 10 ragioni del No.

Nel frattempo, oltre 700 persone decise a fermare la distruzione del territorio “sia da un punto di vista ambientale che economico”, hanno acquistato collettivamente il terreno lungo la statale 12 del Brennero a Besenello, dove è nato il presidio permanente di “Acquaviva Resistente”. I guerrieri continuano a presidiare il territorio.

 

di Chiara Spadaro, Stefano Bleggi, Anna Irma Battino, Gaia Alberti, Davide Giacometti 

Realizzato con il contributo dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto – Premio per giovani giornalisti Massimiliano Goattin 2015. 

Comments are closed.