Dietro le Grandi Opere. Enzo Guidotto denuncia mafia e corruzione. #CementoArricchito

Il primo campanello d’allarme, racconta Enzo Guidotto, oggi presidente onorario dell’osservatorio veneto sul fenomeno mafioso e già consulente della commissione parlamentare antimafia, è squillato circa venticinque anni fa, quando la sopracitata commissione cominciò ad indagare nella finanza veneta, scoprendo una forte penetrazione di capitali provenienti dal malaffare organizzato. Un campanello che rimase inascoltato. La politica preferì guardare da un’altra parte lasciando spazi grandi come praterie a quella corruzione che, come già avvertiva Paolo Borsellino, è l’humus ideale per far attecchire le attività mafiose. Quelle stesse attività che oggi si alimentano di Grandi Opere, devastando l’ambiente ed inquinato a tal punto la politica da aver mercificato la stessa democrazia.

In questo intervento, Enzo Guidotto, fa nomi e cognomi di personaggi che ancora oggi sono ai vertici del governo regionale e dell’imprenditoria e denuncia gli intrecci tra ministri, Casalesi, appalti e assessori regionali, da Bernini a Galan, dalla Valdastico Sud alla Pedemontana.

La mafia non esiste solo quando spara.

L’intervento di Enzo Guidotto è tratto dal convegno Veneti e Mafia, svoltosi a Resana di Treviso il 31 maggio 2013

 

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