Rapporto IPCC 1.5°C: agire subito o nel 2040 clima fuori controllo

di Luca Lombroso – Il “rapporto speciale 1.5°C” dell’IPCC rinnova l’allarme clima e l’urgenza dell’azione. Cosa significa, perché e come limitare il riscaldamento globale entro 1.5°C?

È stato presentato a Incheon, in Corea del Sud, il nuovo Rapporto Speciale dell’IPCC, la Commissione Intergovernativa Sui Cambiamenti Climatici, noto come SR 1.5 – special report 1.5°C. Il Rapporto 1.5°C è stato richiesto dalle Nazioni Unite con l’Accordo di Parigi sul Clima.

Questo importante documento non riguarda solo il clima, ma anche lo sviluppo sostenibile e la lotta alla povertà, infatti il nome completo è “rapporto speciale sugli impatti del riscaldamento di 1.5 °C rispetto ai livelli preindustriali e sui percorsi delle emissioni di gas serra, nel contesto del rafforzamento della risposta globale alla minaccia del cambiamento climatico, sostenibile sviluppo e sforzi per sradicare la povertà”.

Gli effetti dei cambiamenti climatici, la cui causa è ulteriormente confermata nelle attività umane, non sono lineari. Con un riscaldamento di 1.5°C ci sarebbe una perdita del 6-8% delle specie viventi, a 2°C, si arriverebbe al 16-18%. L’innalzamento globale del livello del mare sarebbe inferiore di 10 cm con il riscaldamento globale di 1.5 ° C rispetto ai 2 ° C.

La probabilità che l’Artico si trovi libero dal ghiaccio marino in estate sarebbe una volta al secolo con un riscaldamento globale di 1,5 ° C, ma almeno una volta ogni 10 anni con 2 ° C. Le barriere coralline diminuirebbero del 70-90% con un riscaldamento globale di 1,5 ° C, mentre praticamente sparirebbero con 2°C. Notevoli anche le differenze nella frequenza degli eventi estremi e delle ondate di calore in Europa, molto più frequenti a 2°C rispetto allo scenario prudenziale di 1.5°C. Limitare il riscaldamento globale a 1.5°C darebbe alle persone e agli ecosistemi più tempo per adattarsi.

Il tempo sta scadendo: il rapporto, che individua come “preindustriale” il periodo 1850-1900, sottolinea che al ritmo attuale di aumento delle temperature la soglia di 1.5°C sarà superata prima del 2040.
“La buona notizia è che alcuni dei tipi di azioni che sarebbero necessarie per limitare il riscaldamento globale a 1.5 ° C sono già in atto in tutto il mondo, ma avrebbero bisogno di accelerare“, ha dichiarato Valerie Masson-Delmotte, co-chair del gruppo di lavoro che ha stilato il report. Il rapporto dice che occorrono riduzioni di gas serra “rapide e di ampia portata” nei settori dell’agricoltura, foreste, energia, industria, edifici, trasporti e città.

Le emissioni globali di CO2 dovrebbero diminuire di circa il 45% entro il 2030, raggiungendo “emissioni nette zero” entro 2050. Emissioni nette zero significa che eventuali emissioni residue dovranno essere compensate rimuovendo CO2 dal aria. In pratica, occorrerebbero tecnologie per ripulire l’aria e stoccare CO2 nel sottosuolo tutte da sviluppare e piene di incognite. “Limitare il riscaldamento a 1.5°C è possibile, ma fare ciò richiederebbe cambiamenti senza precedenti“, ha affermato Jim Skea, co-presidente del gruppo di lavoro III dell’IPCC.

Secondo l’IPPC, questo rapporto fornisce ai responsabili delle politiche e ai professionisti le informazioni di cui hanno bisogno per prendere decisioni che affrontino i cambiamenti climatici. I prossimi anni sono probabilmente i più importanti della nostra storia. La parola per le decisioni per le conseguenti azioni passa ora ai politici, decisori e potenti del mondo che si riuniranno alla prossima COP 24 che si terrà a Katowice, in Polonia, in Dicembre.

tratto da ilmeteo

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