Si prepara il Decreto per favorire l’incenerimento dei rifiuti nei cementifici …

Dalla stampa nazionale, apprendiamo che sarebbe in arrivo il provvedimento che i cementieri si aspettavano.

“Arriva la svolta sui combustibili solidi secondari (Css): il ministro dell’Ambiente Corrado Clini ieri ha annunciato che entro il 30 aprile arriverà il decreto che farà uscire i Css dalla gestione dei rifiuti e ne stabilirà l’impiego nei processi industriali e in particolare nel settore del cemento…. L’annuncio è arrivato proprio ieri quando Aitec-Confindustria (Associazione italiana tecnico economica cemento) ha presentato uno studio in collaborazione con Nomismaenergia da cui è emerso uno “spreco eccessivo” in discarica di materiali che potrebbero invece essere preziose fonti. Davide Tabarelli, presidente di Nomismaenergia, spiega che «in Italia ogni anno si buttano in discarica 2,5 miliardi di euro di potenziali combustibili invece che utilizzarli negli impianti industriali». «Una prassi insostenibile – interpreta il vicepresidente Aitec, Carlo Colaiacovo – oggi più che mai, considerati i danni ambientali e gli sprechi economici che ne derivano».

http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2012-04-13/rifiuti-combustibile-lindustria-125130.shtml?uuid=AbBIQQNF

Ci voleva un “Governo tecnico” appoggiato dai maggiori partiti per confezionare una simile nefandezza. Ci scrive Giovanni Vantaggi medico di Gubbio ed esponente dell’ISDE: ”

Nella nostra zona di Este-Monselice, dove sono presenti 3 cementifici e si produce il 60% del cemento veneto, questo provvedimento rischia di generare una sciagura epocale. Ecco serviti i fautori del revamping di Italcementi. L’azienda ha sempre sostenuto che avrebbe utilizzato il CDR (combustibile derivato da rifiuti) solo se richiesto, ebbene, ora si troverà con nuove condizioni per farlo. Quando nella convenzione siglata con Comune di Monselice e Parco Colli Euganei, s’impegnava a non utilizzare CDR affermava il vero… infatti, ora il nuovo combustibile da rifiuti si chiamerà CSS (combustibile solido secondario).

L’incubo dei cementifici (che già utilizzano migliaia di t di rifiuti nel processo produttivo), trasformati in veri e propri inceneritori ormai è sempre più vicino alla realtà, con una differenza sostanziale: i cementifici che bruciano i rifiuti hanno limiti di emissioni fino a 10 volte maggiori di quelli degli inceneritori. E bruciare rifiuti non è la stessa cosa di bruciare combustibili fossili: le emissioni si diversificano in base al contenuto di metalli e plastiche e sono caratterizzate da una forte produzione di diossine. Dobbiamo dire con chiarezza a tutti i cittadini della bassa padovana, che presto potrebbero avere NON 3 CEMENTIFICI, MA L’EQUIVALENTE DI DECINE D’INCENERITORI DI RIFIUTI.

I CITTADINI DI QUESTO TERRITORIO MERITANO TUTTO QUESTO?

E’ QUESTO LO SVILUPPO TANTO CARO AL SINDACO FRANCESCO LUNGHI?

In questo modo subiranno un colpo mortale tutte le attività economiche parallele cresciute in questi anni all’interno del parco Colli, dal turismo ambientale e culturale alle strutture ricettive famigliari, dalle produzioni di qualità e biologiche al circuito termale. L’occupazione da difendere e rilanciare è anche questa! Inoltre, il ciclo virtuoso del recupero e del riutilizzo dei rifiuti potrebbe creare molti più posti di lavoro, minor spreco di risorse, ma soprattutto minori danni alla salute…

CREDIAMO SIA GIUNTO IL MOMENTO DI TOGLIERE LA MASCHERA AI SOSTENITORI DEL REVAMPING, E FERMARLI PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI…

intervento di Francesco Miazzi

http://minambiente.it/home_it/showitem.html?item=/documenti/comunicati/comunicato_0354.html&lang=it

altre informazioni vengono riprese e integrate da Green Style, alla pagina:

http://www.greenstyle.it/i-cementifici-bruceranno-rifiuti-clini-prepara-il-decreto-8858.html

Altro riferimento in merito è l’articolo del 13 aprile di ecoblog:

http://www.ecoblog.it/

 

 

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