In arrivo la strenna dei Sindaci

IN ARRIVO LA STRENNA DEI SINDACI Sull’acqua ancora una volta ignorata la volontà dei cittadini (riceviamo e volentieri pubblichiamo)

Caro concittadino,

l’anno che verrà si annuncia ancora gravido di sofferenze e incertezze…

   Spending review, fiscal compact -per citarne solo alcuni- sono termini entrati prepotentemente nella nostra vita quotidiana. Ma  nemmeno gli inglesismi sono riusciti ad appannare la feroce natura di classe delle politiche ad essi sottese che, tra tagli sfrenati al sistema del welfare e dei diritti e crescita dilagante della disoccupazione e delle diseguaglianze, hanno sortito un generale  imbarbarimento delle relazioni sociali.

E tuttavia, affinché la trappola del debito e il drastico taglio dei trasferimenti non diventino per noi sindaci e amministratori comodi paraventi, dobbiamo ammettere, in questa tragedia, la nostra parte di responsabilità.

Con troppa indulgenza e acquiescenza ci siamo piegati, in questi anni, alle logiche di mercato e di profitto che ci venivano spacciate come salvifiche di un modello economico e sociale sempre più in crisi. Con troppa faciloneria abbiamo consentito alla realizzazione di grandi -nella loro stupidità- quanto inutili opere, alla privatizzazione (=svendita) del nostro patrimonio abitativo pubblico e di beni e servizi locali come acqua, trasporti, gestione dei rifiuti etc. (sordi, come siamo stati, agli imperativi che ci venivano dalla straordinaria prova di democrazia offerta dai referendum del 12-13 giugno 2011), lasciandoci abbagliare dal miraggio di sedicenti miracolose “fusioni per incorporazione” e dal dividendo che ci veniva promesso in cambio dalla cessione totale di sovranità decisionale su beni e servizi così essenziali alla vita delle nostre comunità…

Il disastro è sotto gli occhi di tutti: ambiente devastato e stuprato in modo irreversibile, servizi tagliati e/o meno efficienti, crescita esponenziale del costo di quelli residuali offerti …per non parlare della marginalizzazione del nostro ruolo e di quello degli enti locali ridotti a simulacro della democrazia territoriale e di prossimità.

Ma quel che è peggio è che perseveriamo in questa politica sciagurata.

Ne volete un esempio piccolo ma indicativo? Giovedì 12 dicembre 2013, all’ultima Assemblea del Consiglio di Bacino Bacchiglione (che sovrintende al ciclo integrato dell’acqua su un territorio costituito da 140 Comuni appartenenti alle province di Padova, Venezia e Vicenza) siamo stati chiamati a pronunciarci sugli aumenti tariffari già applicati in bolletta dai gestori nel 2012 e 2013 e previsti dal nuovo, truffaldino Metodo Tariffario Transitorio (MTT) posto in essere dall’Autorità dell’energia elettrica e il gas (AEEG). Ebbene, anziché protestare ed esigere dall’Ente e dai gestori la cancellazione dalla tariffa dell’acqua della quota di profitto eliminata coi referendum del 2011 e, sulla base di ciò, respingere al mittente  Metodo e  aumenti tariffari -come ha generosamente fatto il sindaco di Sarego, unica voce fuori dal coro-  abbiamo acconsentito!

Proprio così, ce ne siamo fregati, ancora una volta, di tutti Voi. Ce ne siamo fregati dei referendum e del principio che sull’acqua non si fanno profitti; ce ne siamo fregati delle quasi 600 Vostre firme raccolte a sostegno di una Delibera consiliare che voleva impegnarci in quella sede a votare NO; ce ne siamo fregati, infine, se, a causa di ciò, le vostre bollette cresceranno ancora di più mentre il servizio peggiorerà di sicuro, dal momento che il privato di investimenti non ne vuole proprio sentire parlare mentre la rete idrica sarà sempre di più un colabrodo…

Ecco il pacco dono che Vi offriamo per le imminenti festività; ecco la letterina che vorremmo mettere sotto il Vostro albero di natale. Ma già sappiamo che non ne avremo il coraggio.

Il tuo amico sindaco

dicembre 2013