“Eventi meteo estremi: basta parlare di tragiche fatalità”

Comunicato stampa del Comitato Opzione Zero della Riviera del Brenta

Tornado in Riviera: Opzione Zero esprime costernazione per la vittima e per i feriti dalla furiosa tromba d’aria che ha devastato gli abitati nei Comuni di Pianiga, Dolo e Mira e forte solidarietà a tutti i cittadini colpiti. 

Il comitato si sta attivando in queste ore per contribuire in modo concreto e fattivo agli aiuti, anche se è chiaro che per la gravità di quanto successo è necessario che le amministrazioni locali e la Regione richiedano al Governo il riconoscimento dello stato di emergenza, mettendo a disposizione tutte le risorse economiche e i mezzi per ripristinare la situazione e ridare un tetto a chi lo ha perso.

Per Opzione Zero l’evento di ieri deve fa riflettere tutti, a cominciare dagli amministratori e dai politici di ogni livello, perchè se è vero che alluvioni e trombe d’aria sono sempre esistite, ormai è altrettanto evidente che la frequenza e la violenza dei cosiddetti eventi eccezionali sta aumentando in modo esponenziale.

Non si tratta dunque di tragiche fatalità, ma delle conseguenze del surriscaldamento globale causato da un “modello di sviluppo” insostenibile basato sull’uso di combustibili fossili e sullo spreco delle risorse naturali.

D’altra parte non è nemmeno un caso che proprio il Veneto, una delle Regioni più inquinate e cementificate d’Italia, sia diventata una delle aree maggiormente soggetta ad alluvioni e ad eventi atmosferici estremi.

Infatti, il consumo di suolo e l’impermeabilizzazione delle superfici, oltre a rendere il territorio più vulnerabile dal punto di vista idraulico, favoriscono anche la formazione delle cosiddette “isole di calore urbano”, un aumento della temperatura dell’aria sopra le zone più cementificate che va ad alimentare proprio le trombe d’aria.

Insistere con le trivellazioni per estrarre petrolio, favorire la costruzione di nuove autostrade, dare via libera ad operazioni come Polo Logistico a Dogaletto o Veneto City significa riproporre politiche vecchie, inadeguate, e soprattutto irresponsabili.

A fine anno i Governi di tutto il mondo si riuniranno a Parigi per l’ennesima conferenza internazionale sul clima (COP 21); con molta probabilità tutto si concluderà con un nulla di fatto, mentre il tempo per invertire la rotta è ormai scaduto.

E’ dunque dai territori e dalle amministrazioni locali che deve venire una risposta diversa, impedendo la realizzazione di infrastrutture inutili e dannose, e attuando una svolta nelle politiche urbanistiche che consideri tra le priorità proprio il problema dei cambiamenti climatici.