Presentata in Conferenza stampa la MANIFESTAZIONE del 30 novembre a VENEZIA

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Cementificazione e consumo selvaggi del suolo (con il nefasto carico di infiltrazione malavitose che inevitabilmente comportano) quali cause primarie di un dissesto idrogeologico e, per forza di cose, sociale che fa del Veneto una delle regioni più martoriate d’Italia;  grandi -nella loro stupidità, quanto inutili e pericolose- opere (dal progetto alta velocità Orte-Mestre a quello dello scavo di nuove vie navigabili in laguna per consentire il transito di mostruose navi da crociera, dalla costruzione di nuovi inceneritori alla progettazione di nuove centrali idro o termoelettriche, senza dimenticare Mose e via discorrendo…); mercificazione e messa a profitto dei beni comuni (dall’acqua al complesso dei servizi pubblici locali) perché percepiti -dalla finanza globale in crisi- come nuova frontiera dell’accumulazione capitalistica; inquinamento atmosferico, idrico che si traducono in peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro…

Sono solo alcuni dei temi che hanno affollato il cahier delle rivendicazioni dei partecipanti alla Conferenza stampa tenutasi stamane nella sede padovana dei Beati Costruttori di Pace,  per lanciare la manifestazione del 30 novembre a Venezia che, attorno alle parole d’ordine “NO GRANDI OPERE -NO CONSUMO DI SUOLO- PER LA DEMOCRAZIA E I BENI COMUNI- PER IL DIRITTO DI RESPIRARE, LAVORARE, VIVERE IN VENETO”, ha già raccolto l’adesione di 92 tra comitati, associazioni, reti etc., come i comitati No Grandi Navi, Opzione zero,  Cobas scuola, 2 Si per l’Acqua Bene Comune, Lasciateci respirare… e poi, oltre naturalmente ai Beati, Legambiente, Italia Nostra, Medici per l’ambiente… per citarne solo alcuni, fino a filosofi del calibro di Umberto Curi, presente alla Conferenza  (e l’elenco sembra tutt’altro che completo). A testimonianza  -hanno rilevato gli intervenuti- non solo della ricchezza del patrimonio associativo presente sul territorio ma anche -e per contro- dell’esistenza di un crescente ventaglio di problematiche alle quali l’insipienza della classe politica, spesso collusa con la finanza,  impedisce di dare risposte coerenti con i bisogni e le aspettative di chi vi vive e lavora.

Una manifestazione che non vuole limitarsi alla fase pur necessaria della denuncia ma che ambisce essere punto di partenza di una inversione di tendenza, capace di innovare  anche nel metodo, come ha efficacemente sottolineato Curi nel corso del suo breve intervento. Ad esempio imponendo un processo di “Consulta permanente sui problemi dell’ambiente e del territorio” capace di mettere a tema l’enorme patrimonio di competenze fin qui accumulato “in maniera tale che le decisioni politiche non siano prese solo a Ca’ Farsetti…”

Vedremo. Intanto l’obiettivo è far sì che sabato 30 novembre Venezia sia inondata da un fiume di creatività, antagonismo e voglia di cambiamento.

L’appuntamento, per chi parte da Padova,  è dunque sabato 30 presso la locale stazione ferroviaria  alle ore 12.45 (per essere puntuali a Venezia S. Lucia alle ore 14).

Alessandro Punzo