Acqua (pubblica) pagata due volte

Dopo aver pagato per anni una prestazione che in realtà il gestore del servizio idrico non ci ha mai reso, ora saremo costretti ad accollarci anche la gabella depurazione!
Perché, avete dubbi su chi sopporterà gli effetti della procedura di infrazione (per violazione della direttiva 1991/271/CEE) comminata dalla Commissione UE all’Italia, circa la mancata realizzazione in vaste aree del Belpaese delle opere di depurazione delle acque reflue?
I gestori, sui quali ricade la responsabilità dei mancati investimenti nonostante gli introitati canoni (circa 1/3 del tot. fatturato) e la crescita esponenziale delle bollette (e degli utili) di questi ultimi anni? (84% negli ultimi dieci)
Suvvia, siate realisti, siamo in Italia. La risposta è: sugli stessi utenti del servizio idrico, of course!
I quali, come accaduto qui a Padova -dopo la sentenza 335/2008 della Consulta e del successivo D.M. 30/9/2009 che la recepiva- sono stati colpevolmente tenuti all’oscuro dal gestore AcegasAps-Amga-gruppo HERA, non solo del loro diritto a non corrispondere più il canone di depurazione in assenza del relativo servizio ma, soprattutto, a essere rimborsati e con un pregresso di dieci anni! Nella speranza, è evidente, che tutto finisse in cavalleria…
Così non è stato. La vicenda, che ha tutto il sapore di una maxi-truffa (nella ricca Padova sono migliaia le utenze coinvolte, moltissime delle quali non hanno accesso nemmeno ai collettori fognari), è stata portata alla luce dal locale Comitato prov. 2 Si per l’Acqua Bene Comune, già impegnato sul terreno dell’Obbedienza Civile, vale a dire la campagna di autoriduzione della bolletta dell’acqua della componente di profitto (che qui ammonta al 21%) cancellata dagli inapplicati referendum del 2011.
Grazie all’opera dei locali acquaioli, il gestore AcegasAps-HERA ha rimborsato, ad oggi, 825 utenze, per un valore di 1 milione e settecentocinquantamila euro. E siamo solo all’inizio. Perché per interi quartieri del padovano le opere di canalizzazione sono ancora da realizzare.
Chi, a quattro e più anni dai referendum che hanno sancito la fuoriuscita di acqua e servizi pubblici locali dalle logiche di mercato e di profitto, voleva una prova della tanto millantata efficienza del privato è servito.
Ne avevamo bisogno?

Alessandro Punzo