Appello del Comitato per la Bellezza: SALVARE IL PARCO DAI CEMENTIFICI

Salviamo il Parco regionale dei Colli Euganei e le attività eco-sostenibili dai cementifici vecchi e nuovi che appestano l’aria colpendo agricoltura e turismo

I Colli Euganei, le alture belle e boscose che hanno affascinato Francesco Petrarca sono costantemente in pericolo. Siamo nella zona Este-Monselice (Padova),vicino ad Arquà, ai monti che ricordavano al poeta l’Elicona, la cima cara ad Apollo e alle sue Muse. Luoghi di incredibile bellezza, inseriti nel Parco Regionale dei Colli Euganei. In appena 5 Kmq, ben tre cementifici  e un inquinamento paragonato quello di aree come Porto Marghera, Porto Tolle, Val di Chiampo, considerate ad alto rischio per la salute. I dati forniti dall’Arpav (Agenzia Regionale per l’Ambiente del Veneto) individuano da soli una vera e propria “bomba ecologica”: un solo cementificio, in un anno, libera nell’aria gas tossici pari a quelli di 300mila autoveicoli e gli altri due impianti di Monselice sono riusciti ad emettere (sempre in un anno) 3.000 kg. di benzene, 15 kg. di mercurio, 30 tonnellate d’ammoniaca, 290 d’anidride solforosa, 2.200 tonnellate di ossidi d’azoto,120 tonnellate di polveri e 1.800.000 tonnellate di anidrite carbonica. Cifre impressionanti e sono state fornite dalle stesse imprese all’Ines (l’Istituto nazionale che ha il compito di elaborarle).

Elenco per difetto, perché non comprende le altre sostanze legate alla lavorazione (metalli pesanti, policiclici aromatici, diossine)  tutte altamente cancerogene. Ed ora, mentre la crisi ha ridotto in Italia del 30% la richiesta di cemento, nel Veneto le imprese non vogliono ridurre la produzione (1100 Kg/anno per abitante, contro una media europea di 400 Kg) e a Monselice l’Italcementi lancia il “revamping”, con un solo forno di cottura, al posto dei tre attualmente in funzione, e una enorme torre di preriscaldo, alta ben 90 metri  capace di ridurre notevolmente (sostengono i progettisti) le emissioni dei fumi velenosi nell’atmosfera, 160 milioni d’investimento. Il Tar lo aveva bocciato, giudicandolo incompatibile con il Parco Regionale dei Colli Euganei (in base alle Norme Tecniche di Attuazione del  Piano Ambientale art.19), ma il “Revamping”è stato approvato dal Consiglio di Stato.

Una sentenza -denunciano gli ambientalisti- che trasforma i giudici in storici dell’arte, tanto da spingerli, nella motivazione, a considerare il nuovo cementificio “manufatto di qualità architettonica apprezzabile, in linea con le tendenze dell’architettura contemporanea”. Ma i cittadini che si oppongono all’oltraggio al territorio e al nuovo attentato alla loro salute, raccolti nei Comitati “E noi” e “Lasciateci respirare”, non mollano, continuano a protestare energicamente.  Aspettano che il Tar del Veneto, a maggio, si pronunci sui ricorsi contrari al cosiddetto “Revamping” all’ampliamento del cementificio, presentati dai Comuni di Este e di Baone.

Rilanciano le loro preoccupazioni alla luce delle dichiarazioni del Ministro dell’Ambiente Corrado Clini che in questi giorni  ha preannunciato un decreto per incentivare nei cementifici l’impiego dei combustibili solidi secondari (Css), derivati dai rifiuti urbani. In questa zona dove si produce il 60% del cemento veneto, il provvedimento rischia di concretizzare l’incubo dei cementifici trasformati in veri e propri inceneritori, ma con una differenza sostanziale, in quanto i cementifici che bruciano i rifiuti, hanno limiti di emissioni ben maggiori di quelli degli inceneritori.

E intanto preparano nuove iniziative perché non venga violato uno dei luoghi storici e naturalistici più belli d’Italia,vicinissimo ad Arquà Petrarca,alla casa  e alla tomba del grande poeta,  meta di continui pellegrinaggi da parte di tanti turisti e letterati che arrivano da ogni parte del mondo.

 Il Comitato per la Bellezza si unisce a questi Comitati nel chiedere con forza agli organismi di tutela che venga risparmiato ai residenti, a quanti ritengono la bellezza un bene sociale, questo nuovo mostro di cemento nel già intaccato Parco dei Colli Euganei del quale reclama una integrale e definitiva protezione.

 Per il Comitato per la Bellezza

Vittorio Emiliani, Luigi Manconi, Vezio De Lucia, Paolo Berdini e Fernando Ferrigno

 

* NdR

Vittorio Emiliani che presiede il Comitato per la Bellezza, è stato inviato del Giorno e poi del Messaggero (che ha diretto per sette anni) occupandosi di questioni paesaggistiche, deputato, per quattro anni consigliere della Rai.

Luigi Manconi fondatore del Comitato è stato per più legislature senatore e per alcuni anni portavoce dei Verdi.

Vezio De Lucia, architetto, è uno dei più noti e coraggiosi urbanisti italiani, autore di numerosi libri, l’ultimo dei quali dedicato al disastro dell’Aquila, è stato il più giovane direttore generale per l’urbanistica del Ministero dei LL.PP (rimosso da Prandini).

Fernando Ferrigno è stato per molti anni l’inviato sui beni culturali e paesaggistici del TG3, autore di un volume su Federico Zeri

Paolo Berdini, ingegnere, è autore di numerosi piani urbanistici, ha pubblicato volumi importanti fra i quali “Capitale in vendita” (Donzelli) dedicato al sacco urbanistico di Roma (con una introduzione di Vittorio Emiliani…).