I BLITZ ESTIVI DELLA REGIONE VENETO: POLO LOGISTICO DI GIARE-DOGALETTO

C.S. RETE NO-AR 29/06/2012 – Per la Riviera del Brenta si ripete lo stesso film dell’anno scorso, quando si è verificata la sorprendente accelerazione delle procedure di approvazione per Veneto City.

Nuova speculazione, solita procedura: per il 2012 il sequel della Regione Veneto si chiama POLO LOGISTICO, un’altra speculazione senza il rispetto delle normative ambientali.

 

Rete No-AR lancia l’allarme sull’”operazione Polo Logistico”, già denunciata la scorsa settimana dalla lista Mira Fuori del Comune.

La lettera, pervenuta al Comune di Mira dalla Commissione VAS della Regione Veneto, nella quale si chiede un parere in merito al Rapporto Ambientale Preliminare del Polo Logistico di Giare-Dogaletto e che si inserisce nella procedura di verifica di assoggettabilità alla VAS, dimostra quanto ormai il sistema discrezionale sia diventato il metodo standard delle amministrazioni a dispetto delle regolari procedure previste dalla legge per opere di questa portata.

Attivare la verifica di assoggettabilità, significa infatti concludere discrezionalmente e con insufficienti documenti di valutazione che la VAS non è necessaria, in netto contrasto con quanto previsto dal Testo Unico Ambientale in caso di opere di questa estensione. Stiamo infatti parlando di una nuova urbanizzazione che interesserà un’area di ben 460 ettari (circa 6 volte Veneto City!), in riva alla Laguna di Venezia, attualmente ad uso agricolo e tutelata a livello europeo.

Insomma, la medesima procedura utilizzata con successo per Veneto City e Camionabile, che viene proposta dalla Commissione regionale presieduta da Silvano Vernizzi, appena decaduto come Commissario straordinario per la Pedemontana. Una Commissione che dovrebbe verificare la sostenibilità ambientale delle opere presieduta da chi poi le dovrà coordinare: un conflitto di interessi che diventa sempre più allarmante.

Leggendo attentamente la delibera del 29/12/2009 della Giunta Regionale Veneto, relativa agli “Hub principali della logistica veneta” che incarica gli assessori Renato Chisso (mobilità e infrastrutture) e Renzo Marangon (ambiente) di attivare le procedure, si capisca bene il perché di tanto interesse e di tanta fretta: il Polo logistico di Giare-Dogaletto verrebbe collegato all’interporto di Padova tramite la camionabile a pedaggio Padova-Venezia, lungo il tracciato dell’idrovia, che sarebbe realizzata dalla società Gra Spa nel cui consiglio di amministrazione siedono uomini legati al PdL (l’ex presidente Vittorio Casarin), alla Lega Nord (Attilio Schneck) e al PD (Lino Brentan ancora agli arresti domiciliari). Tra gli azionisti della società GRA spa ci sono poi le imprese della “cricca” veneta del cemento/asfalto come la Mantovani spa di Piergiorgio Baita e le Cooperative “rosse”. Il Polo Logistico andrebbe inoltre a “giustificare” ancor più surrettiziamente il tracciato e l’innesto della Nuova Romea Commerciale che devasterà ulteriormente il nostro territorio.

Senza contare che Alba srl del romagnolo Franco Gandolfi, proprietaria dei terreni agricoli sui quali dovrebbero essere stoccati i containers, con il solo cambio di destinazione d’uso guadagnerebbe almeno 165 milioni di euro in un solo colpo.

Si continua dunque con la solita politica di svendita e distruzione del territorio, a favore della speculazione fondiaria ed edilizia privata, a scapito del rispetto delle norme, della salute dei cittadini e della qualità dell’ambiente. Un abuso continuo con l’avvallo regionale.