La Cementirossi rinuncia al revamping del Cementificio di Fumane

 Intanto la Regione Veneto concede ad Italcementi di scavare ad Orgiano fino al 2030

Mentre tutte le attenzioni sono puntate sul Consiglio di Stato e si attendono le sentenze che decideranno le sorti delle due proposte di revamping che riguardano i cementifici di Italcementi – Monselice (PD) e Cementi Rossi – Fumane (VR), sono giunte due notizie dal Veronese e dal Vicentino.

  1. Il progetto presentato dalla Cementi Rossi prevedeva l’adeguamento degli impianti e la realizzazione di un forno a cicloni dell’altezza di un centinaio di metri, con un intervento simile a quello proposto da Italcementi. Anche nel veronese, le associazioni ambientaliste avevano fatto ricorso al Tar del Veneto. I giudici amministrativi il 1° marzo dell’anno scorso avevano bocciato il progetto. Così come avrebbero fatto, due mesi dopo, per il revamping di Italcementi. L’azienda aveva fatto ricorso al Consiglio di Stato, parallelamente al gruppo Pesenti, e i due ricorsi sono stati “appaiati”: l’udienza si è celebrata lo stesso giorno, lo scorso 17 gennaio, e le due sentenze, pur distinte, dovrebbero arrivare insieme nei prossimi giorni. È dunque una sorpresa che, a pochi giorni dal verdetto, Cementirossi abbia gettato la spugna. Sulla stampa veronese sono apparse queste dichiarazioni: «Nonostante la bontà di tale progetto fosse stata riconosciuta da tutte le istituzioni nel corso della procedura autorizzativi – spiega il direttore tecnico di Cementi Rossi, Giuseppe Fais – la direzione aziendale ha deciso di abbandonare definitivamente il progetto, poiché ritenuto un ostacolo alla continuità delle operazioni a Fumane. Con questa decisione intendiamo garantire la permanenza della nostra attività nel territorio, con l’obiettivo primario di preservare l’assetto occupazionale». L’azienda veronese insomma promette di restare, e assicura che investirà comunque sulla riduzione delle emissioni.
  2. Nel contempo, con la delibera 111 dello scorso 31 gennaio, l’Italcementi ha ricevuto dalla Regione Veneto il via libera alla prosecuzione della cava di Orgiano e Alonte, sui Colli Berici. Dopo il giudizio favorevole di compatibilità ambientale, emesso dalla commissione Via, la Giunta regionale ha rilasciato le autorizzazioni paesaggistica e forestale. Il volume di scavo totale previsto è di 13,6 milioni di metri cubi. La vecchia autorizzazione permetteva di proseguire fino al 2015. Ora si potrà continuare fino al 2030.

Ora, anche il destino di quest’area del Colli Berici è appeso alla tanto attesa sentenza del Consiglio di Stato che stabilirà se il revamping di Italcementi è un progetto legittimo…