Manette al “signor Autostrada”

Nella foto da sinistra: Silvano Vernizzi e Lino Brentan

Camionabile, il progetto per sopravvivere

 

“La gestione della camionabile e del raccordo anulare ci permetterà di sopravvivere come società altrimenti saremo destinati a morire.”  Era il settembre del 2008 quando Lino Brentan pronunciava queste parole. Di lì a poco con l’apertura del Passante di Mestre (avvenuta nel febbraio 2009) gestito dalla società autostradale Cav, sarebbe iniziata la fase calante della sua Padova Venezia che fino ad allora aveva gestito il tratto autostradale tra le due città. Ben sapendolo, Brentan si era guardato intorno trovando sempre tra Padova e Venezia, ma su un altro asse, il motivo della sua nuova battaglia. Costruire e gestire una nuova strada camionabile tra Padova e Venezia da fare lungo l’argine dell’Idrovia insieme al Grande raccordo anulare di Padova.

E Brentan infatti l’amministratore delegato della società Gra (Grande Raccodo anulare, il presidente è Roberto Furlan della Camera di Commercio di Padova) che ha presentato il progetto della camionabile già ritenuto di pubblico interesse dalla Regione.  Una strada che dovrebbe attraversare la Riviera lungo il vecchio canale dell’idrovia per circa venti chilometri con una corsia per senso di marcia con caselli a Sambruson, Fossò-Paluello e Camponogara. Negli ultimi anni Brentan è stato il motore del progetto soprattutto in Riviera del Brenta dove si è dato da fare per promuovere incontri con i sindaci per con vincerli della bontà del progetto. E un opera necessaria unico spiegava – perché è il modo che abbiamo per togliere i camion dalla regionale Brentana. La volontà di fare presto si è scontrata però più volte con i comitati: all’epoca Brentan sosteneva infatti che il progetto fosse in legge obiettivo, anche se da Roma, in particolare dal Cipe, dicevano il contrario. Tanto che i comitati riuniti nei Cat (Comitati Ambiente e Territorio) l’ 8 giugno del 2009 lo hanno denunciato per falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atto pubblico (art. 479 del codice penale) perché “nella propria qualità di ad della società Gra spa di Padova esercitando in tal guisa una pubblica funzione falsamente affermava in lettera rivolta ai sindaci della legge Riviera del Brenta – si legge nella denuncia – che sul punto interrogato le istituzioni e dunque in atto pubblico che la cosiddetta camionabile era in legge obiettivo”.

La camionabile sarebbe entrata ufficialmente in Legge Obiettivo solo un anno dopo, e oggi sta seguendo il suo iter per l’approvazione finale. Una strada che a sua volta è il tassello di un mosaico più vasto che chiama in causa il porto logistico previsto a Dogaletto di Mira, la Nuova Romea (il cui tracciato passerà in Riviera) e anche la Nogara Mare, società partecipata dalla stessa Venezia – Padova.

Tratto da:

La Nuova di Venezia del 1 febbraio 2012

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Da sinistra: Renato Chisso (Assessore regionale), Silvano Vernizzi (commissario straordinario del passante di Mestre) , Lino Brentan e Giancarlo Galan (ex Governatore Regione Veneto).

TANGENTI Accuse confermate da tre imprenditori e due funzionari. Imbarazzo del Pd: si è autosospeso

Manette al “signor Autostrada”

Arresti domiciliari per Lino Brentan, ad della Venezia-Padova: avrebbe incassato mazzette per 170mila euro

IL BLITZ – I finanzieri si sono presentati a casa sua all’alba: Lino Brentan, grande capo dell’autostrada Venezia-Padova, ha scoperto così di essere accusato di corruzione. Ora è agli arresti domiciliari.

L’INCHIESTA – Il politico Pd è sospettato di essere il riferimento di un cartello di imprenditori. Sequestrati 170 mila euro.

L’ATTO D’ACCUSA – Da tre imprenditori e da due funzionari le conferme incrociate

Ecco le conferme «Così pagavamo il nostro presidente»

GUERRIERI – «Sul piazzale, io consegnai i 15mila euro in una busta»

BENETAZZO «Gli corrisposi 60mila euro dal 2004 fino al 2009»

Cinque indagati per gli illeciti negli appalti della Provincia di Venezia tirano in ballo Lino Brentan, sostenendo di averlo pagato.

Il sistema-Brentan non è un teorema dedotto dai finanzieri della Tributaria coordinati dal Pm Stefano Ancilotto. È il risultato investigativo di un’inchiesta che viene da lontano e si fonda su alcuni capisaldi. Cinque indagati per gli illeciti negli appalti della Provincia di Venezia tirano in ballo Lino Brentan, sostenendo di averlo pagato. Le loro dichiarazioni hanno riempito una decina di verbali che scottano. E una consulenza dello studio Cacciavillani ha bollato come irregolari le procedure di assegnazione diretta dei lavori. È una margherita da sfogliare, con risultati sorprendenti.
«Il nostro presidente». L’arresto di Brentan nasce dall’inchiesta per tangenti in Provincia. Un anno fa si scoprì la regola del “tre per cento”. Ma i politici erano all’oscuro o avevano chiuso gli occhi? Ora il pm risponde che Brentan (già assessore) aveva avuto un ruolo di «mediazione» tra gli imprenditori e il dirigente Claudio Carlon. Quando la Lega vinse le elezioni nel 2009, battendo il candidato Pd Davide Zoggia, fu Brentan – chiamato dagli imprenditori “il nostro presidente” – ad assicurare la «continuità dei patti corruttivi».

Incontri galeotti. Ma ci sono altre quattro prove a legare Brentan al primo scandalo. La sua partecipazione a un incontro chiarificatore in Slovenia (17 luglio 2009) con i corruttori.  Un dialogo con Carlon – dopo la sconfitta del Pd – che lo invita a «”lavorare un po’” gli esponenti della nuova Amministrazione Provinciale, coi quali, nonostante siano “un po’ incerti” e “un po’ crudini”, ritiene di “poter costruire qualcosa”».  E Brentan concorda. Ma Brentan partecipa anche a una cena a Budoia (Pordenone) per discutere dell’inchiesta penale con gli indagati. E fu lui, con Carlon, a «garantire il lavoro» futuro a Giuseppe Barison.

Guerrieri accusa: lo pagai. Brentan avrebbe ricevuto 35 mila euro, tramite Carlon, nel 2005 (reato prescritto), dall’imprenditore Dario Guerrieri. Che ha messo a verbale: «Carlon mi disse che, visto che avevo vinto la gara, avrei dovruto consegnare in contanti 15 mila euro a Lino Brentan. Non sono certo che poi Carlon abbia consegnato la somma a Brentan… consegnai i denari in una busta, presso il casello di Villabona, sul piazzale».

Carlon e Ragno confermano. Ma Carlon ha ammesso: «Consegnai tale somma a Brentan, precisando che proveniva da Guerrieri. In realtà la metà Brentan la diede a me…». Lo ha detto anche l’indagato Domenico Ragno, funzionario della Provincia: «Guerrieri mi confidò di aver pagato Carlon per i lavori del Centro Servizi e Brentan per i lavori agli uffici dell’autostrada a Villabona».

Soldi da Benetazzo. C’è anche il verbale di Silvano Benetazzo, arrestato e deceduto in carcere a luglio. «Ho fatto diversi lavori per la società autostradale Venezia-Padova, dal 2004 all’epoca dell’arresto. A fronte di tali opere ho pagato a Lino Brentan somme di denaro in tranches da 10 a 20.000 euro. L’ultima è stato uno o due anni fa. Le dazioni sono state effettuate attingendo al “nero” della mia socetà. Complessivamente ritengo di aver corrisposto a Brentan circa 60.000 euro, o forse più, tra il 2004 e il 2009. La maggior parte dei lavori mi venivano assegnati con affidamento diretto, trattandosi di lavori sotto soglia».

«A capo di tutto». Fu Brentan a garantire appalti futuri in Provincia a Giuseppe Barison, che stava per diventare socio di Benetazzo. «Carlon e Brentan garantirono per la parte dei lavori che in futuro sarebbero stati assegnati da Enti pubblici e dissero che la loro presenza bastava a garanzia. Loro specificarono di “essere a capo di tutto” e che avremmo preso lavori, direttamente o in subappalto».

«Con Brentan stanne fuori». Una figura incombente, secondo Barison. Che aveva chiesto a Benetazzo come avesse ottenuto gli appalti dell’autostrada. «Gli ho chiesto: “Ma Brentan ti passa i lavori per amicizia o per passaggio di denaro?”. Lui mi ha risposto: “Non ti preoccupare di quello che faccio io con Brentan. Brentan è una persona che a me dà lavoro da trent’anni. E dà lavoro a tutti. E con il signor Brentan stanne fuori. Mi arrangio io».

138 telefonate. Un altro verbale illuminante è quello di Carlon relativo alle consulenze in materia acustica dell’ingegnere Luigi Rizzo, che in due anni parlò per 138 volte al telefono con Brentan. «L’ing. Rizzo mi ha confidato di aver consegnato a Brentan orientativamente il 10 per cento del fatturato commissionatogli dalla società autostradale. Si tratta di somme ingenti perchè è da dieci anni che Rizzo lavora con le autostrade. Rizzo mi disse che tre o quattro anni fa pagava parecchio a questo titolo e in contanti a Brentan. So che Rizzo si procurava il contante tramite gente di Udine che commerciava con la Sloveni».

Tratto da:

Il Gazzettino del 1 febbraio 2012