OGGI NUOVI “SEGNALI DI FUMO” PROVENIVANO DA ITALCEMENTI…

Forse qualche vecchio capo indiano avrebbe potuto tradurre le nuvole di fumo nero che uscivano questa mattina dalle ciminiere di Italcementi di Monselice e dirci se c’era un messaggio trasversale collegato all’opposizione al Revamping…

Stando alle analisi dei valori pubblicate in rete e visibili sul sito di Italcementi, la fuoriuscita è attribuibile al forno n.2, l’unico in questo periodo in funzione. Anche se non possiamo escludere che si tratti dell’accensione di un altro forno. Sempre dal sito web già da ieri il dato di emissione risultava “Non Disponibile” e a detta dell’azienda “Le informazioni per la grandezza non sono disponibili a causa di problemi tecnici del sistema di misurazione o memorizzazione”.

Unico fatto certo è quello che tutti questa mattina hanno visto e sentito. Abbiamo ricevuto decine di segnalazioni documentate, telefonate e messaggi. Chi era spaventato dall’alta colonna di fumo, chi lamentava odori insopportabili e chi segnalava bruciori agli occhi e alle vie respiratorie. Emblematica la telefonata di una signora, che ci informava di aver avvertito… il Comune di Baone. Quando l’avvisiamo che il Comune competente è quello di Monselice, la risposta è stata laconica: “Quelli non fanno niente perché sono d’accordo con l’azienda!”. Purtroppo questa è una percezione diffusa e difficile da confutare.

Che cosa sia successo e cosa stia succedendo, lo sanno solo i dirigenti di Italcementi, ma forse lo sanno anche quei sindacalisti che da sempre si rifiutano di riconoscere il forte impatto inquinate dei cementifici.

Ad esempio, a fronte di un limite di emissione di 200 mg/Nm³ per un inceneritore, ovviamente rispettando la legge che consente un limite di emissione di 1800 mg/Nm³ per i cementifici, la media di emissioni del mese scorso è stata di 640 mg/Nm³, con punte di 873 mg/Nm³. All’incirca le stesse emissioni del camino della cementeria di Monselice, ora di proprietà di Zillo. Qui dobbiamo però registrare che dopo il cambio di proprietà, le emissioni sono aumentate di circa il 30%, sempre nel silenzio assoluto di Sindaco e Sindacati.

Ora, se passerà il Decreto Clini che punta a favorire l’uso del CSS (Combustibile Solido Secondario) derivato dai rifiuti urbani, si prospetta per tutti uno scenario tremendo.

Aspettiamo sempre che Sindaco e Sindacati, forti sostenitori delle politiche dei cementieri, rompano il silenzio e comincino a preoccuparsi seriamente della salute dei cittadini e del futuro di questo territorio.

Francesco Miazzi

Monselice 11.05.2011

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