Padova e la gestione del verde pubblico. Anche gli alberi sono beni comuni!

E’ stata una manifestazione molto partecipata quella dei Comitati in difesa degli alberi patavini che hanno dato vita all’iniziativa di sabato 18 febbraio in piazza Rabin. I cittadini hanno inoltre denunciato che molte altre vie cittadine saranno interessate nel prossimi mese ad abbattimenti “sbrigativi”: via Altichiero, via F.lli Bandiera, via Cardinal Calllegari, via Costa, via Colombo, via Diaz, via d’Annunzio, via Dimesse, via Facciolati, via Gradenigo, via Marconi, via Saetta, via Zanchi, Pzza Rabin (8 bagolari “storici”).
Le motiviazioni sono le solite: grave deperienza che fanno sì che gli alberi siano pericolosi e a rischio di schianto al suolo. Il tema del contendere è però che in molte occasioni gli alberi non
si sono rivelati così malati e là dove l’opposizione dei cittadini è riuscita a rimandare gli abbattimenti ed ottenere cure adeguate con potature mirate, gli alberi stanno bene e sono in piedi dopo più di 3 anni (vedi via Diaz).
In secondo luogo spesso gli alberi reimpiantati sono davvero miseri e dopo poco muoiono.
Il terzo punto è che a nostro parere si spende davvero troppo poco per la manutenzione degli alberi e quindi è inevitabile che si ammalino (del resto se i soldi si “buttano” in opere quali auditorium, nuovo ospedale, ponti più o meno verdi, ristrutturazioni di parchi che in realtà si trasformano in poli commerciali e abitativi!).
Ultimo punto, a nostro parere il più significativo: spesso gli alberi tagliati in un viale alberato non vengono più reimpiantati in quello stesso luogo (con la scusa della viabilità, del fatto che il codice
della strada non permette che gli alberi stiano fuori dal marciapiede, dell’interferenza consottoservizi, ecc) e vengono impiantati “a compensazione” in altra zona (magari lungo le circonvalazioni) con il risultato che il comune può affermare che il conto totale egli alberi è invariato se non aumentato. Ma intere vie sono desertificate come via Buzzaccarini e via Guizza.
Noi pensiamo che con soluzioni alternative come sensi unici, zone 30 Km, creazione di piazzole che funzionerebbero tra l’altro da rallentatori, e altre proposte creative da discutere con gli abitanti, là dove fosse assolutamente necessario abbattere, si potrebbe invece continuare a reimpiantare nello stesso luogo senza danneggiare irrimediabilmente il paesaggio urbano dei nostri quartieri.
Comitati cittadini di difesa degli alberi di Padova

Comitato Lasciateci Respirare Padova