RISCHI PER LA SALUTE UMANA DA ESPOSIZIONI A CAMPI ELETTROMAGNETICI NON IONIZZANTI.

di ANGELO LEVIS, GIA’ ORDINARIO DI MUTAGENESI AMBIENTALE, UNIVERSITA’ DI PADOVA, VICEPRESIDENTE A.P.P.L.E  e LAURA MASIERO, PRESIDENTE A.P.P.L.E.

E’ noto da tempo che esposizioni prolungate a campi elettromagnetici non ionizzanti (CEM) emessi da linee elettriche ad alta-altissima tensione (CEM/ELF, a frequenza estremamente bassa), da impianti di trasmissione radio-TV (CEM/RF, a radiofrequenze medio-alte), da telefoni mobili (TM: cellulari e cordless), sistemi wireless e radar (CEM/MO a microonde, cioè radiofrequenze estremamente alte) danno luogo a possibili rischi a breve e a lungo termine per la salute umana. Prova ne è il fatto che l’ Agenzia Internazionale per le Ricerche sul Cancro (IARC, Lione, Francia) – che opera sotto l’egida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) – ha classificato come “possibili agenti cancerogeni per l’uomo sulla base di dati epidemiologici ripetutamente confermati con evidenze di rapporto causa-effetto e di plausibilità biologica, sia i CEM/ELF (2002) con riferimento all’aumento del rischio di leucemie infantili nelle esposizioni residenziali a linee elettriche ad alta tensione (1), sia i CEM/RF (2011) con riferimento all’aumento di tumori maligni al cervello (gliomi) e di tumori benigni ai nervi cranici (neuromi dell’acustico) negli utilizzatori abituali (20-40 minuti/giorno) e da lunga data (almeno 10 anni) di TM (2). Su queste basi sia la IARC-OMS (2) che il Consiglio Superiore della Sanità italiano (3) hanno raccomandato l’adozione e la pubblicizzazione di misure cautelative nell’uso dei TM soprattutto da parte dei minori in età.

Va comunque segnalato che la classificazione sia dei CEM/ELF che dei CEM/RF come “possibili” (2B) anziché come “probabili” (2A) cancerogeni per l’uomo è frutto di una sottovalutazione dei rischi oncogeni provocati da tali agenti e ben documentati in letteratura, ed è provocata dai pesanti conflitti di interessi presenti perfino tra i componenti i Gruppi di valutazione della IARC (4) e dai fattori confondenti (“bias”) che hanno condizionato il protocollo sperimentale, i risultati e le interpretazioni di ricerche largamente finanziate dai gestori delle linee elettriche e dalle Compagnie di telefonia cellulare (“business bias”) considerati generalmente come rassicuranti (4-8). Forti resistenze all’adozione di misure cautelative nei confronti di queste emissioni elettromagnetiche (riduzione dei limiti di esposizione, dei valori di cautela e degli obiettivi di qualità come conseguenza della necessaria applicazione del Principio di Precauzione e di minimizzazione dei rischi) vengono messe in atto anche da enti governativi preposti alla tutela della salute – p.es. in Italia dall’Istituto Superiore di Sanità (9-12) e dal Ministero della Salute (13) – nonostante le reiterate raccomandazioni emanate dall’Agenzia Europea per la Salute (14), dal parlamento Europeo (15) e da autorevoli Commissioni scientifiche internazionali (16-19). Questa situazione è ben rappresentata nei nostri lavori (4-8, 11, 12) e in un libro di recente pubblicazione e facile accesso, opera di un giornalista documentato sull’argomento (20).

Va inoltre fatto presente che il rischio oncogeno per gli utilizzatori di TM oggi stimabile sulla base dei dati epidemiologici sugli utilizzatori adulti da non più di 10-15 anni rappresenta solo la “punta di un iceberg” – vista la lunga latenza (fino a più di 30 anni) dei tumori in oggetto (gliomi cerebrali e neuromi acustici, ma anche meningiomi a sviluppo ancora più lento) e, soprattutto, data la attuale mancanza di dati sui rischi nei soggetti più sensibili che hanno iniziato ad usare i TM in giovane età (anche prima dei 10 anni). Nonostante già oggi i dati relativi al raddoppio del rischio di gliomi e neuromi diano luogo a stime estremamente preoccupanti in termini di spese sociali e sofferenze individuali, una valutazione definitiva di quello che si annuncia come un vero e proprio disastro sanitario – superiore perfino a quanto verificatosi col fumo di tabacco- potrà essere fatta solo tra 15-20 anni.

In attesa dell’intervento ormai improcrastinabile dell’Autorità Sanitaria e di quella Legislativa, non resta che adottare volontariamente misure di autotutela (“prudente avoidance”), con l’intento di limitare i rischi per la salute mediante l’uso cautelativo della varie tecnologie che emettono CEM. A questo scopo la nostra Associazione di promozione sociale (21), attiva da 11 anni, svolge un ruolo di informazione e formazione mediante pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali (4-8, 11,12) e di carattere divulgativo (21), conferenze, consulenze legali gratuite (22) ed interventi nelle scuole mirati a diffondere tra gli alunni, le loro famiglie e gli insegnanti la conoscenza della natura dei CEM, delle caratteristiche delle diverse tecnologie che ne fanno uso e dei livelli di esposizione che ne derivano, dei danni alla salute che queste possono provocare e del modo per proteggersi adottando un utilizzo il più possibile cautelativo delle varie strumentazioni che emettono CEM – in particolare dei TM e dei sistemi wireless. Per quanto riguarda i TM è stato messo a punto – e viene aggiornato e diffuso capillarmente – un pieghevole scaricabile dal sito www.applelettrosmog.it con alcune notizie di carattere generale e un decalogo sull’uso cautelativo dei TM già adottato da Associazioni mediche e Scientifiche nazionali ed internazionali (16-18, 23).

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI.

(1)   IARC (2002): Monographs on the Evaluation of Carcinogenic Risks to Humans. Non-Ionizing Radiation, part 1: Static and Extremely–Low Frequencies (ELF) Electric and Magnetic Fields, vol.80, pp.1-395.

(2)   IARC (2011): Carcinogenicity of radiofrequency electromagnetic fields. The Lancet-Oncology, 12:624-626 (press release N.° 208; 31.05.11: www.iarc.fr).

(3)   Ministero della Salute (2011): Parere del Consiglio Superiore di Sanità su possibili rischi da uso non appropriato di telefoni cellulari. Il Ministero avvierà una campagna di informazione per sensibilizzare ad un utilizzo appropriato. Comunicato stampa N. 226 del 28.11.11.(Ufficio Stampa Ministero Salute).

(4)   Levis AG e Gennaro V (2012): Telefoni mobili e tumori – il punto dopo il parere della IARC e la conclusione del progetto Interphone. Epidemiolprev, inviato (aprile 2012).

(5)   Levis AG et al. (2011): Telefoni mobili e tumori alla testa: è tempo che i dati corretti vengano messi in evidenza e valorizzati. Epidemiolprev, 3-4:188-199 (www.epiprev.it).

(6)   Levis AG et al. (2011): Mobile phones and head tumors. The discrepancies in cause-effect relationships in the epidemiological studies – how do they arise? Env Health, 10(1):59-73 (www.ehjournal.net/content/10/1/59).

(7)   Levis AG et al. (2012): Mobile phones and head tumors: a critical analysis on case control epidemiological studies. Openenvsci, 6:1-12.

(8)   Levis AG et al. (2012): Business bias as usual: the case of electromagnetic pollution. In Elsner W, Frigato P, Ramazzotti P eds: Social Costs today. Institutional economics and contemporary crises. Routledge (Taylor & Francis Group)LondonandNew York: 225-268.

(9)   Istituto Superiore di Sanità (2010): L’uso dei telefoni cellulari non aumenta il rischio di tumori cerebrali. Comunicato stampa a cura di Susanna Lagorio (ufficio.stampa@iss.it).

(10) Lagorio S e Vecchia P (2011): Una corte italiana riconosce l’origine professionale di un neurinoma del trigemino in un utilizzatore di telefoni mobili: un esempio concreto dei complessi rapporti tra scienza e diritto. Med lav, 102: 144-162.

(11) Levis AG (2012): Telefoni mobili e tumori: alcune considerazioni suggerite dal dibattito su Report. Epidemiolprev, inviato (aprile 2012).

(12) Levis AG et al (2012): Telefoni mobili e tumori alla testa: la sentenza della Corte d’appello di Brescia – Sezione Lavoro – alla luce delle attuali conoscenze scientifiche e della legislazione in materia. Med lav, inviato (aprile 2012).

(13) Commissione Oncologica Nazionale, piano 2007-2010: Conclusioni sui rischi da CEM (www.applelettrosmog.it, Home Page – articoli scientifici Levi et al.- Conclusioni Commissione Oncologica Nazionale).

(14) European Environment Agency (2007/2008): Radiofrequency electromagnetic fields: EEA Commentary on the evaluation of the evidence. EEA web item September 17th 2007, Radiation risk from everyday devices assessed.Copenhagen (2007/08).

(15) Risoluzione del Parlamento Europeo del 2 aprile 2009 sulle preoccupazioni per la salute connesse ai campi elettromagnetici (2008/2211(INI)) (www.europarl.europa.eu); Parliamentary Assembly (2011): Resolution 1815: The potential dangers of electromagnetic fields and their affect on the environment (http://assembly.coe.int/Documents/AdoptedTexts/ta11/eRES1815.htm). Tradotto in italiano su www.applelettrosmog.it, Home Page-Documenti-Parlamento europeo ed italiano – Risoluzione 1815).

(16) Carpenter D et al. (2007): BioInitiative Report: a rationale for a biologically based public exposure standard for electromagnetic fields (ELF and RF). (www.bioinitiative.org)

(17) Lloyd-Morgan L et al. (2009): Cell-phones and brain tumors: 15 reasons for concern. Science, spin and truth behind Interphone. The Radiation Research Trust. (http://archiveradiationresearch.org/pdfs/15reasons.aps)

(18) Davis D www.devradavis.com

(19) RCNIRP Russian National Committee on Non Ionizing Radiation Protection (2011) Electromagnetic fields from mobile phones: health effect on children and teen-agers (www.applelettrosmog.it. Home page – Appelli e petizioni.

(20) Staglianò R (2012): Toglietevelo dalla testa – cellulari, tumori e tutto quello che le lobby non dicono. Chiarelettere (www.chiarelettere.it)

(21) A.P.P.L.E. Associazione Per la Prevenzione e Lotta all’Elettrosmog, www.applelettrosmog.it

(22) Corte d’Appello di Brescia – Sezione Lavoro (2010) – Sentenza 10-22 dicembre 2009 N.514: Riconosciuta la malattia professionale per uso eccessivo del telefono cellulare. Il Sole-24 ore, Guida al diritto lavoro, 11:61-65.

(23) International Society of Doctors for the Enviroment – Italia, www.isde.it; Agenzia francesce per le RADIOFREQUENZE www.sante-radiofrequencies.org

Per chi desidera approfondire anticipiamo l’invito:

Negli ultimi mesi sono giunte negli uffici comunali di Monselice, 6 nuove richieste di stazioni radiobase per la telefonia mobile. Il Consiglio Comunale ha istituito una Commissione per affrontare questa “emergenza antenne”. Prima che si vedano spuntare i tralicci, vogliamo:

  • Informare i cittadini sui possibili  rischi per la salute, sul quadro normativo, sulla formazione scolastica per i rischi da campi elettromagnetici (CEM), sugli aspetti tecnici delle emissioni di antenne e cellulari.
  • Affrontare i possibili effetti SULLA SALUTE, determinati dall’interazione tra elettrosmog e inquinamento atmosferico, per chi come noi, vive nell’area dei CEMENTIFICI.
  • Rendere pubbliche tutte le richieste di nuove antenne che interessano i quartieri e le frazioni di Monselice.

Mercoledì 30 maggio 2012 ore 20.45

Complesso monumentale San Paolo MONSELICE

ANTENNE, TELEFONINI e LORO IMPATTO SULLA SALUTE:                                

i dati scientifici e le buone pratiche per l’autotutela dall’età scolastica

Cosa ne sappiamo veramente ?  Quali le certezze e quali i dubbi ?

RELATORI :

  • Angelo Levis – Ordinario di Mutagenesi Ambientale Università di Padova – Membro della Commissione Oncologica Nazionale –  A.P.P.L.E. e ISDE Italia
  • Laura Masiero – Architetto, Presidente A.P.P.L.E. (Associazione Per la Prevenzione e Lotta all’Elettrosmog).
  • Dino Damian – Tecnico ed esperto in campi elettromagnetici
  • Francesco Miazzi – Consigliere Comunale

INVITIAMO TUTTA la POPOLAZIONE a PARTECIPARE

Terminata l’esposizione, i relatori saranno a disposizione per rispondere a tutte le Vostre domande.

COMITATI “LASCIATECI RESPIRARE” – “E NOI?” – “No ANTENNA Via Granzette”