Un’osservazione partecipata contro i rifiuti nei cementifici: COPIA – INCOLLA – INVIA L’OSSERVAZIONE

PROSEGUE LA MOBILITAZIONE DEI COMITATI CONTRO IL PROGETTO RIFIUTI NELLA CEMENTERIA ZILLO DI MONSELICE.

 ecco l’ottimo servizio di TvPaeseMio registrato il giorno della fiaccolata del 28 settembre. 8 minuti di immagini, interviste e commenti che aiutano a capire il senso delle mobilitazioni in atto per “non morire di cemento”, per difendere la salute e i possibili percorsi per costruire un futuro pulito. guarda e diffondi, ascolta e condividi…

Dopo la grande partecipazione alla fiaccolata “per non morire di cemento – per la salute e un futuro pulito”, i comitati “E Noi?” e “lasciateci respirare”, preparano l’invio di un’osservazione generale al progetto che prevede l’utilizzo di Ceneri della combustione di carbone e biomasse (185.000 t/a) e Gessi chimici utilizzati per la desolforazione fumi (40.000 t/A). Citiamo numeri che parlano da soli:

1.    225.000 t/a di rifiuti speciali rappresentano un quantitativo imponente, se si pensa nei 52 cementifici attivi ora in Italia si utilizzano 680.000 t anno di ceneri e gessi chimici (dati 2011), con una media quindi per cementificio di 13.000 t/a. Nella Cementeria Zillo di Monselice, la cui produzione annua è stimata sull’ordine di 6-700.000 t/a di cemento, almeno 1/3 del prodotto sarebbe quindi costituito da rifiuti speciali.

2.    343.500 sono le tonnellate di rifiuti che ogni anno possono essere smaltite nelle cementerie Zillo di Este e Italcementi di Monselice. Con le 225.000 t di rifiuti speciali richieste dalla nuova proprietà della Cementeria di Monselice, in totale, ogni anno possono essere addizionati al cemento prodotto a Este e Monselice e utilizzato anche per costruire abitazioni, circa 568.000 tonnellate di rifiuti.

Da anni noi e i nostri figli, gli unici in Europa, respiriamo le incredibili quantità d’inquinanti emesse dai tre impianti, perché chi autorizza, non considerando che essi ormai si trovano nei centri abitati e che i limiti vanno calcolati globalmente e non per ciascun impianto separatamente, non ne limita adeguatamente le emissioni. Solo considerando gli Ossidi di Azoto e stimando che un inceneritore emetta il massimo consentito per legge (200 mg/Nm3), con i 3 cementifici in funzione è come se fossimo alla presenza circa di 20 inceneritori!

Nessuna delle nostre istituzioni chiede il rispetto delle leggi del Parco, dove i cementifici sono dichiarati “incompatibili” con le finalità di salvaguardia dell’ambiente. E ora che il mercato del cemento è in crisi, smaltire rifiuti diventa un business di enormi proporzioni.

Nell’osservazione che sarà presentata, è implicitamente riconosciuto tutto questo e si rinnova alle autorità competenti, l’invito a tenere in considerazione l’impatto complessivo di queste tre industrie insalubri di 1^ classe, poste all’interno dei centri abitati di Este e di Monselice, in un contesto come la bassa padovana dove sono presenti discariche, impianti di trattamento rifiuti, cogeneratori, distillerie e mangimifici.

L’osservazione ha già centinaia di sottoscrittori, ma i Comitati invitano tutti i cittadini del territorio a sottoscriverla e trasmetterla via mail o fax all’Ufficio Ambiente della Provincia di Padova. Il testo e gli indirizzi sono recuperabili anche sulle pagine fb dei Comitati e la data di scadenza è fissata per il 16 ottobre.

Comitati “E NOI?” e “Lasciateci Respirare”

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all’ Ufficio Competente SETTORE AMBIENTE

Servizio Ecologia

Responsabile del procedimento: Arch. Angelica Siviero

angelica.siviero@provincia.padova.it

 

E p.c.

presidente@provincia.padova.it

roberto.marcato@provincia.padova.it

mauro.fecchio@provincia.padova.it

 luisa.serato@provincia.padova.it

 popolodellaliberta@provincia.padova.it

 lega.nord@provincia.padova.it

unione.democratici.centro@provincia.padova.it

 italiadeivalori@provincia.padova.it

partito.democratico@provincia.padova.it

info@lasciatecirespirare.it

comitatoenoi@gmail.com

 

Oggetto: PROGETTO PER ATTIVITA’ DI RECUPERO DI SOSTANZA INORGANICHE (R5) IN SOSTITUZIONE DI MATERIE PRIME MEDIANTE L’UTILIZZO DI SCARTI DI LAVORAZIONE STABILIMENTO ESISTENTE E AUTORIZZATO DI MONSELICE.

 

OSSERVAZIONI e pareri relativi agli effetti ambientali dell’opera sottoposta a valutazione di impatto ambientale:

 

La valutazione d’impatto ambientale deve tenere conto che l’area è classificata “zona A” da risanare, a causa della pressione ambientale generata dai tre cementifici: essi sono industrie insalubri di prima classe incompatibili con i contigui abitati di Este, Monselice e Battaglia Terme e con il Parco Regionale dei Colli Euganei entro cui insistono. In nessun Paese europeo esiste una tale concentrazione.

Nell’ultimo anno i livelli di emissione della Cementeria di Monselice sono considerevolmente aumentati rispetto agli anni precedenti. La realizzazione del progetto descritto nello Studio di Impatto Ambientale presentato NON comporta alcun vantaggio a livello ambientale per la zona nella quale insiste l’impianto. Benché i valori di concentrazione delle polveri ai camini rispettino i limiti autorizzati, nell’Allegato A.01. Studio di ricaduta delle emissioni in atmosfera si dichiara che lo stabilimento è causa di più della metà dell’inquinamento consentito dalla normativa europea (26 mg/Nm3 su 40 mg/Nm3).

Le materie prime risparmiate non riguardano un beneficio per quest’area ma piuttosto un sostanzioso risparmio per l’azienda.

L’Autorità competente è tenuta a stabilire valori limite di emissione più severi di quelli finora fissati, considerando il flusso di massa complessivo dell’impianto e il totale dei flussi di massa degli altri due cementifici contigui, perché da una colpevole omissione derivano gravi danni alla salute dei cittadini e delle future generazioni, all’ambiente e alle altre attività del territorio.

Si coglie l’occasione per porgere distinti saluti.

 

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