Venezia – Comitato No Grandi Navi consegnata diffida al Magistrato alle Acque

Venezia, 15 marzo. Una cinquantina di attivisti del Comitato No Grandi Navi – Laguna Bene Comune si è recato davanti al Magistrato alle Acque a Rialto per consegnare due diffide – l’una alla Direzione Marittima, Capitaneria di Porto di Venezia, l’altra al Magistrato alle Acque – per accedere alla documentazione e per partecipare alle procedure su temi ambientali connessi al crocerismo. In particolare, alla Direzione Marittima si chiede di accedere alla documentazione ralativa alla progettata piattaforma d’altura al largo di Malamocco e allo scavo del Canale Contorta Sant’Angelo e di partecipare alla individuazione delle vie di navigazione praticabili alternative al Bacino San Marco e al Canale della Giudecca, come disposto dal decreto congiunto Passera – Clini del 2 marzo 2012. Al Magistrato alle Acque, invece, si chiede di avere copia di tutta la documentazione originale riguardante il Piano di riassetto morfologico della laguna, la progettata piattaforma d’altura al largo di Malamocco, lo scavo del Canale Contorta Sant’Angelo, e di poter partecipare alla predisposizione di tutti i piani e di tutti i programmi riguardanti gli stessi tre argomenti.

Direzione Marittima e Magistrato alle Acque avranno un mese di tempo da oggi per rispondere, dopo di che il Comitato intraprenderà tutte le vie giudiziali e extragiudiziali per ottenere quanto richiesto, compresa la denuncia di infrazione alla Commissione europea nei confronti dello Stato Italiano. Già oggi le due diffide sono state inviate, oltra a una serie di interlocutori istituzionali, alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Venezia.

A seguito il testo della diffida al Magistrato alle Acque:

Oggetto: Diffida ai sensi della Convenzione di Aahrus sull’accesso alle informazioni e sulla partecipazione del pubblico nei processi decisionali in materia ambientale

Venezia, 15 marzo 2012

Sig. presidente,

chi Le scrive è il Comitato No Grandi Navi – Laguna Bene Comune, costituitosi lo scorso 6 gennaio 2012 in Venezia tra singoli cittadini e associazioni ambientaliste con lo scopo di estromettere dal Bacino di San Marco e dalla laguna le navi da crociera e non solo incompatibili col complessivo benessere della città, con la sua conservazione e la sua sicurezza, col recupero morfologico della laguna.

La legge n. 798 del 29 novembre 1984 (“Nuovi interventi per la salvaguardia di Venezia”) prescrive all’art. 3, oltre ad altre disposizioni, “studi, progettazioni, sperimentazioni e opere volte al riequilibrio idrogeologico della laguna, all’arresto e all’inversione del processo di degrado del bacino lagunare e all’eliminazione delle cause che lo hanno provocato”.

L’intera comunità scientifica è ormai concorde nell’attribuire ai canali industriali e in particolare al Canale Malamocco – Marghera, chiamato popolarmente Canale dei Petroli, le maggiori responsabilità per i processi erosivi che affliggono la laguna, tali da comportare una perdita di sedimenti valutata in almeno 700 mila metri cubi all’anno, e dunque “l’eliminazione delle cause” del suo degrado non può che avvenire attraverso la ricalibratura delle profondità, delle sezioni, dei percorsi di tali canali.

Tali interventi non sono mai stati compiuti, per la complessità degli interessi in gioco che hanno sempre finito per prevalere sull’interesse sommo della conservazione della laguna e della correlata sicurezza di Venezia, tanto che i processi erosivi sono tuttora in corso e finora il Piano di riassetto morfologico della laguna non ha potuto vedere la luce mentre i costosissimi provvedimenti adottati (qui non discutiamo né della loro scarsa utilità né della loro dubbia qualità) si sono dimostrati inadeguati a fronteggiare i fenomeni erosivi.

Ora l’Autorità Portuale ha proposto la realizzazione di una piattaforma d’altura 8 miglia al largo di Malamocco per petrolio, rinfuse, container, e dunque, se tale piattaforma non verrà realizzata solo per acquisire nuovi volumi di traffico ma anche per l’ormeggio di quelle navi incompatibili con fondali, sezioni e percorsi di canali finalmente ridotti, per la prima volta da un secolo a questa parte si ricreeranno le condizioni per un vero recupero morfologico della laguna. Sarà anche possibile por mano, con il medesimo obiettivo, alla ricalibratura delle profondità e delle sezioni delle bocche di porto.

A maggior ragione ciò vale anche per le grandi navi da crociera, il cui immediato allontanamento dal Bacino di San Marco e dal Canale della Giudecca è imprescindibile, ma senza che ciò avvenga a prezzo di interventi destinati ad aggravare le condizioni della laguna. Lo scrivente Comitato, infatti, ritiene che lo scavare il Canale Contorta Sant’Angelo per portare in Marittima le navi da crociera passando dalla bocca di porto di Malamocco sia la reiterazione ossessiva di quelle stesse logiche che hanno portato la laguna all’attuale situazione di degrado, e sostiene che le navi incompatibili non devono entrare nelle bocche di porto.

Se la proposta dell’Autorità Portuale è comunque quella dello scavo del Canale Contorta Sant’Angelo, logica avrebbe voluto che l’idea venisse affrontata con uno studio di fattibilità preliminare a qualsivoglia altro passo, che prevedesse anche altre opzioni per la risoluzione del problema, compresa l’opzione zero, mentre da notizie di stampa si viene a sapere che codesto Magistrato avrebbe già dato un parere favorevole di larga massima al progetto e sarebbe intenzionato a chiedere ai ministri dell’Ambiente e delle Infrastrutture il via libera allo scavo, ritenendo già da ora l’intervento fattibile con alcuni correttivi, come il tombamento del Canale Vittorio Emanuele.

Da tali dichiarazioni, oltretutto, si intuisce che le valutazioni fatte o da farsi riguarderebbero solo gli effetti idraulici del nuovo canale, a prescindere dal traffico che vi si vorrebbe far passare, il che è ben altra cosa. Gli studi futuri, dunque, riguarderanno solo il “come” scavare il canale, e non il “se” scavarlo, come del resto ha dichiarato il presidente dell’Autorità Portuale, Paolo Costa.

Ciò è inaccettabile, perchè la comunità locale non può essere informata solo a cose fatte di interventi ambientali di tale portata, quando la discussione pubblica può introdurre solo marginali modifiche a progetti ormai largamente definiti e avviati. A prescindere dagli aspetti di opportunità, proprio nel momento in cui il Governo sull’onda dei fatti che stanno avvenendo in Val di Susa ha deciso di studiare metodi preventivi di coinvolgimento delle popolazioni locali, Le ricordiamo che gli interventi di cui stiamo discutendo sono tutti ascrivibili alle normative del Codice dell’Ambiente (di cui al decreto legislativo n. 152 del 2006) relativamente alle disposizioni in materia di Valutazione ambientale strategica (Vas), di Valutazione di impatto ambientale in sede statale (Via), di valutazione di Incidenza (Vinca), di Autorizzazione integrativa ambientale (Aia). Gli interventi, inoltre, ricadono nelle prescizioni della convenzione europea di Aahrus del 25 giugno 1998, ratificata in Italia con la legge n. 108 del 2001, che prevede forme di accesso alle informazioni e la partecipazione del pubblico ai processi decisionali.

Ciò detto, ai sensi della Convenzione di Aahrus,

DIFFIDIAMO CODESTO MAGISTRATO ALLE ACQUE

a trasmettere nel più breve tempo possibile e al più tardi entro un mese da oggi (art. 4 comma 2) allo scrivente Comitato di cittadini copia di tutta la documentazione originale in possesso di codesto ente (art. 4 comma 1) relativa:

–  il Piano di riasetto morfologico della laguna;

– la progettata piattaforma d’altura al largo di Malamocco;

– lo scavo del Canale Contorta Sant’Angelo proposto dall’Autorità Portuale.

La predetta Convenzione prevede poi che “sin dai primi momenti del processo decisionale in materia ambientale il pubblico interessato dovrà essere informato” (art. 6 comma 2), e prevede inoltre “la partecipazione del pubblico sin dai primi momenti della procedura, quando tutte le opzioni sono aperte e possa aver luogo l’effettiva partecipazione pubblica” (art. 6 comma 4). A tal fine

DIFFIDIAMO CODESTO MAGISTRATO ALLE ACQUE

a mettere in atto come previsto dall’art. 7 della Convenzione appropriate misure procedurali per permettere a questo Comitato No Grandi Navi – Laguna Bene Comune di partecipare alla preparazione dei piani e dei programmi in materia ambientale concernenti:

–  il Piano di riasetto morfologico della laguna;

– la progettata piattaforma d’altura al largo di Malamocco;

– lo scavo del Canale Contorta Sant’Angelo proposto dall’Autorità Portuale.

In attesa di riscontro, si porgono distinti saluti”

COMITATO NO GRANDI NAVI – LAGUNA BENE COMUNE