Cosa sono gli AC3

Gli Acquisti Collettivi Contro la Crisi nascono dalla volontà del Centro Sociale Occupato Pedro di intervenire attivamente, mettendo a disposizione il proprio spazio e le proprie forze, su una questione alquanto centrale in questo particolare momento storico di crisi: la possibilità di nutrirsi in modo sano ed economico.
Nutrirsi al tempo della crisi. A quattro anni di distanza dallo scoppio della crisi economica, due dati appaiono via via sempre più evidenti: l’incapacità da parte degli istituti economici e monetari mondiali e dei governi continentali e nazionali di trovare una via d’uscita dalla crisi e la volontà di scaricarne i costi sulle fasce più deboli delle popolazioni. La perdita dei posti di lavoro, la riduzione dei salari e delle pensioni, lo smantellamento dei diritti sul lavoro, i tagli alle regioni e ai comuni e la privatizzazioni dei servizi, l’aumento dell’IVA sui beni, anche quelli di prima necessità, non sono semplici sacrifici o “compiti” da fare a casa, ma si traducono nella vita reale in disperazione e miseria. Significano per gli individui l’impossibilità di accedere ad una vita dignitosa e sempre più spesso anche e addirittura ad un modo degno di nutrirsi. E per ‘nutrirsi’ non intendiamo la semplice attività di ‘sfamarsi’, di soddisfare la fame, ma la possibilità di disporre e trarre godimento da cibi di qualità, ovvero cibi sani (che non presentino elementi di tossicità e che non siano frutto di modificazioni genetiche) la cui produzione e fruizione non determini inquinamento ambientale o sfruttamento umano.

Gli Acquisti Collettivi Contro la Crisi. Il tentativo che ha sempre contraddistinto spazi come il Centro Sociale Pedro, è stato quello di tenere insieme l’opposizione ad un modello di sviluppo e di governo insostenibile (quello neo liberista) con la sperimentazione collettiva di pratiche politiche di costruzione reale di indipendenza, autonomia e sostenibilità. In linea con questo spirito proponiamo un nuovo progetto basato su questi presupposti:

– mettersi insieme, costituirsi rete, in modo da poter raggiungere quantità considerevoli di ordini d’acquisto e conseguenti ribassi nei prezzi della merce;
– scavalcare i circuiti della grossa distribuzione e i dispositivi di intermediazione commerciale, eliminandone i rincari, negoziando direttamente con i produttori (filiera corta);
– prediligere alimenti a Km 0 (per quanto sarà possibile), il cui acquisto non determini quindi lunghi trasporti e di conseguenza contribuisca alla riduzione delle emissioni di gas serra; alimenti biologici (ove si verifichino condizioni di accessibilità dei prezzi) o comunque prodotti con metodi naturali a basso impatto sull’ambiente; alimenti la cui produzione non determini sfruttamento umano;
– assenza di dispositivi remunerativi o speculativi a favore di chi organizza gli acquisti, costruiti esclusivamente sul lavoro volontario degli attivisti del Centro Sociale;