NASCE IL LABORATORIO NORDEST DELLA COSTITUENTE PER I BENI COMUNI

Più di seicento persone all’incontro pubblico del 1 luglio a Sherwood Festival con Ugo Mattei, Alessandra Quarta, il Teatro Valle occupato e i comitati che si battono contro la devastazione dei territori e per una nuova democrazia locale.  In questo link trovate l’articolo postato in Global Project con i video del dibattito.

http://www.globalproject.info/it/produzioni/nasce-il-laboratorio-nordest-
della-costituente-per-i-beni-comuni-video-integrali-dellincontro-a-sherwood-
festival/14679

A SEGUIRE IL CONTRIBUTO DI BEATRICE ANDREOSE CHE RIASSUME GLI SPUNTI PRINCIPALI EMERSI ANCHE NELL’INCONTRO CHE HA PRECEDUTO IL DIBATTITO.

Un dibattito ricco, complesso ed articolato che, da lunedì scorso, ha fatto tappa anche nella nostra Regione. E’ quello iniziato lo scorso 1 luglio al festival Sherwood per la Costituente per i Beni Comuni in Veneto. Si tratta di un laboratorio , uno spazio di lavoro iniziato in aprile al Teatro Valle di Roma che a livello nazionale conta già cinque tappe di cui tre deliberanti e due redigenti. A spiegarlo, lunedì scorso a Padova, Ugo Mattei nel corso dell’incontro pomeridiano svoltosi alla presenza di un centinaio di persone tra giuristi, amministratori ed attivisti che lottano per i Beni Comuni del nord est. Un confronto ampio e serrato sulla necessità di dar vita al più presto ad un Laboratorio che metta a confronto tra loro giuristi da una parte e movimenti dall’altra “ Obiettivo della Costituente dei Beni Comuni è l’elaborazione collettiva di un Codice dei Beni Comuni che normi i Beni Comuni recependo le istanze della base, lontane tra loro ma che hanno in comune un unico tentativo di ridisegnare il mondo. Si tratta di uno sforzo fatto da una dozzina di giuristi che vogliono mettere in bella copia le pratiche del conflitto”così lo ha definito Mattei che ha illustrato sinteticamente le diverse tappe, da aprile ad oggi, del lavoro sin qui svolto” Quello che si cerca di fare è l’articolazione di processi di pensiero per costruire una nuova egemonia. Sinora il diritto pubblico e privato hanno comportato un degrado dell’esperienza sociale, il potere ha il terrore della democrazia diretta. Oggi sta rifacendo la Costituzione senza una Costituente. Ma questo modello distruttivo è giunto al termine e va sostituito mettendo al centro il comune. Noi dobbiamo proporre una visione ed un futuro altri , interpretati attraverso una forma di giuridicità possibile perché il diritto è anche emancipazione. Dobbiamo usare il diritto per tradurre in regola le pratiche dei movimenti.  Una partita quindi non solo giuridica ma anche politica”. Ed ancora”Dobbiamo dare riconoscimento giuridico a pratiche oggi ritenute illegali: dobbiamo riuscire, ad esempio, a tradurre in uno schema civilistico, non formale, l’occupazione. Come tutelare la proprietà quando viene abbandonata? Quali strumenti offrire agli spazi occupati di cinema, fabbriche. Questo è il tema. Per questo si devono ripensare i confini. Nella giurisprudenza penale si riconosce portato collettivo a chi occupa spazi abbandonati. Il possesso in buona fede, coesiste già col diritto di proprietà da 2000 anni. I confini dello Stato e della proprietà sono arbitrari. E’ necessario a questo scopo far parlare anche la giurisprudenza che ha introdotto nel tempo criteri di valutazione della condotta. Ad esempio l’art.838 C.c. colpisce la proprietà parassitaria. Inoltre bisogna partire, quando è possibile farlo, a principi normativi mai morti, vedi la Legge Galli per l’acqua, che vengono cancellati nella pratica normativa”. Numerosi gli interventi e gli spunti arrivati dai presenti tra cui da segnalare il presidente dell’associazione “Giuristi democratici” Arnau ed il sindaco di Baone, per gli amministratori, Francesco Corso intervenuti successivamente nel corso del dibattito organizzato in serata.

L’avv. Aurora D’agostino ha parlato delle lezioni sul diritto lieve promosso dall’associazione “Giuristi Democratici” di Padova  sottolineando la necessità di interlocuzione tra procedimenti penali, iniziative e desiderata che i movimenti portano dentro il territorio. Le tematiche affrontate sono state l’ acqua pubblica, le limitazioni alla libertà di riunione e manifestazione, le cd. Zone rosse, detenzione dei migranti e detenzione in generale (misure cautelari e sovraffollamento). A proposito di Venezia, grandi navi e Mose, Armando Zanella ha sottolineato come la laguna sia un bene vincolato “ciononostante assistiamo ad atti violenti che vanno contro il bene collettivo. Dobbiamo avere armi in mano che ci permettano di superare la nostra impasse”. Francesco Pavin dei “No da Molin” ha parlato di normare dal basso le servitù militari oggi regolate dagli accordi bilaterali e segreti del ’54 “ mai ratificati dal Parlamento Italiano, che parla di cessione alla Nato di spazi in territorio italiano per la difesa comune. Ci interessa che la difesa dei beni comuni-ha detto-diventi una agorà”. Tra gli interventi anche quello di Luigi Visca per l’associazione “Giuristi Democratici”. “La Costituente oggi non può ignorare che il problema è politico, non solo giuridico. Altrimenti si rischia di non aggredire la realtà. Bisogna far esplodere le contraddizioni” ha spiegato. L’avv. Giuseppe Romano ha parlato di Costituzione che nasce dal basso ricordando i 100 procedimenti che nel veneziano coinvolgono attivisti e ponendo l’attenzione su due concetti importanti. Il principio di offensività che non ha corrispondenza nella Costituzione vigente. “ Bisogna far passare il concetto che chi tiene una condotta strettamente penale offendendo un bene giuridico , non è tenuto a risponderne- ha spiegato-. Il secondo concetto è il diritto alla resistenza già discusso in Costituente. Quando lo Stato pone in pericolo le libertà garantite, il cittadino ha diritto a resistere”. Intervenuto anche Walter Bonan del comitato Acqua bene comune di Belluno che ha dato appuntamento al coordinamento per il 18 e 20 ottobre dove si terrà un convegno sul Vajont per la costruzione di un nuovo statuto degli enti autonomi. Rebecca di Opzione zero ha ricordato come tra Padova e Riviera del Brenta ci siano 25 km, crocevia esemplare di infrastrutture tra cui Veneto City ovvero 1.300.000 mquadri di nuova edificazione, un polo logistico di 460 ettari, la nuova autostrada Orte-Mestre. “ In questo nostro caso sono state estromesse le comunità locali che subiscono queste opere. Due sindaci condizionano 220.000 persone. Sono sette le vertenze che abbiamo posto in essere contro  tutto questo”. Luca Tornatore di Trieste ha parlato degli OGM e dell’esperimento invasivo fatto in Friuli “ Chi controlla il cibo controlla l’umanità. La battaglia contro gli OGM è un terreno forte di battaglia culturale. Ricostruiamo ed inseriamo nel Codice anche il diritto di resistenza”. A conclusione dei lavori Beppe Caccia ha parlato della necessità di un lavoro costituente ed, al contempo, destrutturante su alcuni punti quali le servitù militari, la sovranità delle comunità locali, le conseguenza penali delle lotte per i beni comuni.

Insomma una riflessione sulla condizione non formale del diritto è iniziata.

I prossimi appuntamenti sono a Roma il 17 luglio per l’assemblea costituente che si potrà seguire anche in streaming. In Veneto il prossimo 2 settembre a Vicenza, negli spazi del festival No Da Molin ed a Belluno il 19/20 ottobre in occasione della celebrazione della strage del Vajont.

Beatrice Andreose – Consigliere al Parco Regionale dei Colli Euganei