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Monselice – Processo ascensore nella Rocca: rinvio a giudizio per 6 imputati

 ITALIA NOSTRA E COMITATO “LASCIATECI RESPIRARE” ACCOLTI COME PARTI CIVILI

Si è svolta stamane presso il Tribunale di Padova la prima udienza per il processo riguardante l’ascensore nella Rocca di Monselice. Ricordiamo che dal Maggio 2008, il cantiere è sotto sequestro cautelare. Il Giudice ha deciso il rinvio a giudizio di tutti e sei gli imputati accusati di “falso ideologico per abuso edilizio e distruzione di bellezze ambientali e culturali”, ed ha accolto le richieste di costituzione delle parti civili. La prossima udienza filtro è fissata per 13 giugno 2012.

Intanto esprimiamo soddisfazione poiché Italia Nostra e Comitato “lasciateci respirare” sono stati ammessi come parti civili. Era un impegno che c’eravamo assunti nel momento in cui abbiamo dichiarato la nostra ostilità al progetto dell’ascensore, un’opera inutile, invasiva e dispendiosa. Ora, se saranno accertate responsabilità, chiederemo che la collettività sia risarcita del danno subito.
Il processo riporta all’attenzione pubblica almeno due aspetti “collaterali”:
1) L’adozione da parte della Giunta Comunale di Monselice del “PIANO PARTICOLAREGGIATO ATTUATIVO COMPLESSIVO DEGLI AMBITI PP01-PP02-PP03 PREVISTI NELLA VARIANTE AL PRG – CENTRO STORICO”, costato la bellezza di 32.000 euro come compenso ai progettisti, che si pone in modo maldestro l’obiettivo di sanare grossolane infrazioni alla normativa urbanistica. Nel progetto e nella delibera (novembre 2011), s’ignora volutamente il processo in corso e si propone il completamento dell’ascensore interno, con relativa stazione di monte, sfruttando il cavedio e la stazione di valle progettata e già in parte attuata. In pratica, senza attendere il responso della Magistratura, hanno impostato un progetto su opere che potrebbero essere definitivamente dichiarate abusive. Una sfida al rispetto della legalità che non potrà passare inosservata e che potrebbe avere amare conseguenze.

2) La situazione complessiva del Colle della Rocca continua a destare seria preoccupazione. Le frane e gli smottamenti richiedono da tempo interventi, promessi e studiati, ma mai attuati. La cava della Rocca, che non ricade sotto il sequestro, al di la dei soliti proclami del Sindaco, potrebbe essere liberata subito dalla trachite e dalle attrezzature del cantiere, ma prima di ogni intervento, andrebbe bonificata, visto che ospita una pericolosa discarica. Anziché sprecare soldi pubblici su quest’ascensore, i fondi andrebbero usati per ripristinare e valorizzare i sentieri, che con semplici interventi potrebbero permettere la fruibilità anche a persone in difficoltà motoria.

Con questo modo di procedere del Sindaco Francesco Lunghi, che rifiuta il dialogo, e anche in questo caso cerca d’imporre progetti la cui correttezza è tutta da dimostrare, si rischia di allontanare ancora di più l’uso pubblico della cava e la fruibilità dei percorsi di accesso al Mastio.

Francesco Miazzi – COMITATO POPOLARE “LASCIATECI RESPIRARE”