Unesco: un voltafaccia scandaloso che lascia mano libera ai devastatori! – Ambiente Venezia

Comunicato Associazione AmbienteVenezia e Comitato NOGrandiNavi

Dopo lo scandaloso voltafaccia deciso dalla componente politica dell’UNESCO su Venezia e la sua Laguna, che ha deciso un rinvio di oltre due anni ….

Sul caso Venezia e la sua Laguna si deciderà nella 43 sessione che si terrà nell’estate 2019.

In questo modo la componente politica dell’UNESCO ha deciso di non intervenire e lascia di fatto mano libera ai folli e assurdi progetti che sono proposti e sponsorizzati da: alcuni ministri, Sindaco del Comune di Venezia, dal Nuovo Presidente Autorità Portuale di Venezia e dalla potentissima lobby delle navi da crociera …

Diventa quindi ancora più importante ed utile il referendum popolare autogestito del 18 giugno contro le grandi navi da crociera in Laguna e contro nuovi scavi che devasteranno ancora di più la nostra Laguna.

Sarà una domenica importante per Venezia, quella del 18 giugno.

Il comitato cittadino che lotta da molti anni contro le Grandi Navi e il loro carico di inquinamento e di devastazione delle rive e dei fondali lagunari, ha indetto un referendum popolare autogestito.

Il quesito è facile: “Vuoi che le grandi navi da crociera restino fuori dalla laguna di Venezia e che non vengano effettuati nuovi scavi all’interno della laguna stessa?”

La risposta che il comitato chiede alla cittadinanza è naturalmente Sì.

Stiamo parlando di un referendum autoconvocato che ha comunque un grande valore politico.

Dopo anni di mobilitazioni cittadine la popolazione del nostro territorio avrà la possibilità di ribadire ancora una volta la sua su un problema, come quello delle Grandi Navi.

Fino ad oggi a decidere sono stati solo ministeri, comitatoni vari e le compagnie di crociera che sono le vere padrone della laguna.

Anche i decreti che cercavano di contenere i danni all’ecosistema, come quello Clini Passera che il 2 marzo 2012 aveva vietato il transito anche alle stazze superiori alle 40 mila tonnellate, hanno avuto vita breve di fronte alle pressioni delle multinazionali del turismo. Quelle che Venezia la sfruttano solo e non lasciano un soldo in città.

Il referendum del 18 giugno sarà quindi una imperdibile occasione per riprendere voce sul governo della nostra città, per ribadire che la nostra salute è importante e non può essere compromessa dai fumi delle Grandi Navi che sparano inquinanti senza alcuna precauzione; per ricordare che Venezia è Laguna! e che la Laguna non è un braccio di mare che può essere scavato a piacimento, solo per farci transitare queste specie di villaggi vacanze galleggianti che portano profitto ai soliti noti mercificando beni di tutti.

Il referendum sarà anche una opportunità di ricordare che i cambiamenti climatici si combattono localmente difendendo il territorio sul quale viviamo e impedendo ulteriori inutili ed assurde devastazioni.

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