Un manifesto per difendere le città d’arte dal turismo di massa

Venezia, Valencia, Siviglia, Palma, Pamplona, Lisbona, Malta, Malaga, Madrid, Girona, Donostia/San Sebastian, Canarie, Camp deTerragona, Barcellona: 13 città, una riflessione condivisa e la fondazione di una rete. SetNet: la rete delle città del Sud Europa di fronte alla turistificazione.

Il percorso, nato poco meno di un anno fa, a conclusione di una due giorni sull’impatto del turismo a Palma ha spinto collettivi e associazioni di diverse città a ragionare e redigere un manifesto comune sull’impatto del turismo di massa nei loro territori: in termini di precarizzazione del lavoro, dipendenza dell’economia locale alla monocultura turistica, perdita del tessuto sociale  e relazionale cittadino, progressiva espulsione dei residenti dal centro storico a causa di un mercato immobiliare rivolto quasi esclusivamente alle affittanze turistiche, forte conseguenze ambientali (un esempio per tutti: le navi da crociera) e di banalizzazione dell’ambiente urbano e naturale che viene trasformato in parco tematico (ad esempio attraverso la vendita del patrimonio pubblico). Un problema comune: l’industria turistica che estrae dal territorio risorse di ogni genere (culturali, economiche, sociali) e un obiettivo condiviso: avviare una riflessione su come contrastare una tendenza che sembra inarrestabile.

Di fatto il turismo è l’industria più importante di questo secolo: muove, come sottolinea D’Eramo “persone e capitali, impone infrastrutture, sconvolge e ridisegna l’architettura e la topografia delle città”. Se il turismo di massa aumenta, aumentano di pari passo: le infrastrutture per far fronte alla domanda e al tempo stesso strategie di marketing affinché quella domanda non si arresti. E le città fanno di tutti per accaparrarsi parte di questo mercato, cioè i turisti.

Maria Fiano

 

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