The Climate Ride sale gli Appennini

La carovana lascia la Romagna per un angolo di Toscana. Una tappa di avvicinamento a Roma, questa di oggi, 105 chilometri tra neve e dure salite. I ciclisti attaccano gli Appennini per raggiungere Pieve Santo Stefano. Partita da Ravenna di buona mattina, The Climate Ride percorre un lungo tratto pianeggiante, correndo tra boschetti di peschi e albicocchi in fiore. Da Cesena, la pista abbandona il litorale adriatico e sale verso gli Appennini, tra cime e vallate ancora coperte di neve. La pioggerella che da Ferrara accompagna la carovana si è trasformata in un fastidioso nevischio ininterrotto. L’appuntamento è a Pieve Santo Stefano, dove l’assessore alla Cultura, Luca Gradi, ci attende per concedere il patrocinio del Comune a RideWithUs nelle belle sale del museo del Diario, un archivio che raccoglie i testi e i racconti di vita di oltre ottomila persone sconosciute alla storia ma che la storia hanno vissuto. 

Tra i ciclisti che ci hanno raggiunto, c’è anche un giovane di Bologna, neo laureato in Antropologia con una tesi sulla bicicletta come mezzo per fare movimento. Intendiamo, ovviamente, movimento politico e non fisico! “Ci racconta Pietro Anania: La bicicletta è nata in un momento in cui una grave crisi economica aveva ridotto l’uso degli animali come mezzi di trasporto. L’arrivo della locomozione a due ruote, che ha preceduto quella a motore legata all’automobile, è stato un punto focale della rivoluzione industriale. L’umanità si è accorta che si poteva produrre, spostarsi e spostare le merci anche senza animali grazie alle innovazioni tecniche”. Questo per il passato. Ma per il futuro, la bicicletta può essere uno strumento utile per i movimenti dal basso che vogliono cambiare il sistema? “E cosa credi che stiamo facendo adesso?”

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