No Pedemontana: il 17 marzo a Montecchio migliaia di manifestanti da tutto il Veneto

Si annuncia una primavera calda a Montecchio Maggiore.
Il 17 marzo avrà luogo all’ombra dei Castelli una manifestazione contro la Pedemontana che vedrà la partecipazione dei comitati a difesa del territorio e del suolo pubblico da tutto il Veneto (no Pedemontana, no discarica di Malo, no Veneto City, No grandi Navi di Venezia, Comitato Difesa Salute Territorio etc.).

«A nome del coordinamento della manifestazione contro la Pedemontana – spiega Andrea Urbani di Montecchio Slegata – chiediamo lo stop al consumo indiscriminato di territorio e lo stop alle infiltrazioni e allo spreco di denaro pubblico».

La manifestazione contro la Pedemontana è il culmine di un percorso movimentista che è sfociato nel presidio/occupazione davanti alla caserma della Ghisa dello scorso novembre e nell’assemblea pubblica di febbraio a Montecchio da cui è partita l’idea di fare una grande manifestazione.
«È arrivato il momento di alzare tiro – continua Urbani – con una manifestazione popolare a Montecchio a cui sono invitati a partecipare, oltre ai comitati veneti, tutti i cittadini interessati dal percorso della Pedemontana. L’obiettivo è smuovere l’opinione pubblica e anche alzare la voce con le istituzioni di nostri territori, i comuni in particolare, che dovrebbero rendersi conto che c’è un grosso movimento popolare dietro l’opposizione alla Pedemontana che vuole essere ascoltato. Inoltre crediamo sia il momento di dire che un’alternativa esiste a partire dalla realizzazione della bretella del casello di Alte e del completamento della statale 246 nella tratta Ghisa-Cornedo per proseguire con l’adeguamento della Gasparona, invece che andare a costruire sul territorio un’altra devastante opera».
Il percorso è ancora da confermare ma l’idea è di partire da piazza San Paolo e, seguendo viale Europa, arrivare al Duomo o a San Vitale. Ci si aspetta un numero di partecipanti sicuramente superiore al migliaio.

«Parteciperemo anche noi – commenta Enzo Tessaro, del gruppo di Malo che fa parte dei Comitati Difesa Salute Territorio – per ribadire il nostro no netto alla Pedemontana perché pensiamo che il nostro territorio sia già abbastanza martoriato e che sia possibile utilizzare dei sedimi delle strade che ci sono già per migliorare la mobilità nel nostro territorio. Vogliamo poi fare il punto sulle sentenza del Tar, che sono state sospese ma non annullate dal Consiglio di Stato, e fare il punto sull’arroganza dei nostri amministratori che davanti a queste sentenze non hanno fermato i lavori. Pensiamo che le opere di questo genere non vanno fatte con decretazioni d’emergenza e con decretazioni di protezione civile di emergenza ma debbano essere programmate chiamando in causa anche chi amministra direttamente il territorio».

E all’assessore regionale Marino Finozzi che qualche giorno fa aveva invitato i sindaci a spiegare ai propri cittadini che la Pedemontana sarà un sacrificio di cui varrà la pena, Tessaro risponde: «A Finozzi direi di andare nel cantiere di Montecchio Precalcino a vedere la devastazione che porterà questa autostrada. Per circa un chilometro e mezzo, vicino alla Santa Barbara, c’è uno scavo che rende l’idea di quello che saranno i cantieri che attraverseranno il nostro territorio».

Tratto da Vicenzapiù del 24 febbraio 2012

Comments are closed.