Tutti i sabati al Pedro: il mercato dei produttori locali

Frutta, verdura, formaggi, pane, miele, vino, olio e tanti altri prodotti della terra ancora. Prodotti rigorosamente ottenuti da coltivazioni biologiche e biodinamiche. Prodotti che sono l’anima del mercatp dei produttori locali che si svolge al cso Pedro, via Ticino 5, Padova, ogni sabato dalle 9 alle 14. L’iniziativa, partita a metà gennaio, è organizzata in collaborazione con Campi Colti ed è già diventata un appuntamento imperdibile per tutti coloro che amano i cibi genuini.

Il mercato dei produttori locali nasce come uno spazio di relazione diretto tra agricoltori e consumatori e si pone come alternativa al modello dominante di produzione, distribuzione e consumo dei beni alimentari. Uno spazio che permette da un lato di sostenere chi lavora la terra sottraendosi alle logiche dell’agricoltura intensiva e del grosso mercato agroalimentare che avvelenano la terra e impoveriscono i piccoli produttori; e dall’altro di garantire l’accesso, per chi acquista, ad alimenti sani e di qualità, di cui si conosce l’origine e la produzione, ad un giusto prezzo. Un prezzo, per utilizzare una terminologia ultimamente molto diffusa, “equo e solidale”, sicuramente più accessibile rispetto a quelli delle grandi catene “elitarie”del biologico, ma che permetta allo stesso tempo, di restituire a chi produce il giusto valore del lavoro nella terra.

Di seguito, la Carta dei Principi in cui si riconosce il mercato del Pedro.

1) Economia di relazione.
L’economia di relazione è preferita all’economia di mercato perché consente di stabilire forme di solidarietà concreta tra consumatori e produttori, accomunati dal perseguimento di obiettivi comuni, quali la salute, l’ambiente e la dignità del lavoro.

2) Filiera corta.
La filiera corta è riconosciuta come scelta strategica per favorire l’economia locale, preservare colture e culture locali, stimolando la produzione di alimenti di qualità. La vendita diretta valorizza il ruolo di presidio ambientale del territorio dei produttori locali, consente il contenimento dei prezzi dei prodotti alimentari, nonché il controllo e la conoscenza tra consumatori e produttori.

3) Agricoltura biologica.
L’agricoltura biologica/biodinamica è riconosciuta come la sola tecnica di produzione agricola che preserva l’ambiente e la salute, tanto di chi lavora, quanto di chi consuma i prodotti della terra.

4) Autocertificazione
L’associazione riconosce l’autocertificazione ed il controllo diretto da parte dei soci quale valido strumento per garantire la qualità biologica delle produzioni delle piccole realtà contadine.

5) Agricoltura contadina.
L’agricoltura contadina è riconosciuta come moderna forma di produzione, alternativa alla produzione industrializzata, che consente la massima valorizzazione del lavoro umano e garantisce un reddito dignitoso ai produttori agricoli.

6) Prezzo equo e trasparente.
L’equità e la trasparenza del prezzo sono ricercati come elemento del rapporto di solidarietà instaurato tra produttori e consumatori.

7) Etica del lavoro
La nostra critica al modello agro alimentare dominante non può prescindere da una critica alle condizioni di lavoro largamente diffuse in tale modello. Lo sfruttamento di uomini e donne, migranti e non, nei processi di produzione agricola è un fenomeno oggi dilagante. Il Mercato rifiuta qualsiasi logica di sfruttamento e assoggettamento dell’uomo da parte di un altro uomo e di conseguenza anche quei produttori che rifuggono da quest’etica del lavoro.

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