Marghera e il Pm10; un crocevia di sbagliate politiche regionali e nazionali

di Roberto Trevisan –

Nel 2013 la centralina Arpav di via Beccaria a Marghera ha segnalato il superamento per 74 volte del limite di legge per le polveri sottili.  Con questo primato Marghera si candida come l’area  più inquinata da Pm 10 del Comune di Venezia che a sua volta, secondo il rapporto dell’agenzia europea dell’Ambiente, si colloca al 43° posto nella classifica europea. Gli sforamenti monitorati dalla centralina di Marghera testimoniano che quel sistema produttivo responsabile delle emissioni inquinanti, sebbene ridotto in alcune sue componenti dalla crisi che ha chiuso le grandi fabbriche e ridotto di conseguenza la produzione di energia elettrica ( vedi la centrale Volpi chiusa in questi mesi), continua a fare danni trainato da traffico portuale commerciale, passeggeri e dal traffico stradale che da soli coprono quasi la metà delle fonti inquinanti.

E che lo smog faccia molto male lo certifica l’Asl 12 che in  una sua indagine sulla relazione tra malattie e inquinamento tra gli anni ‘80 e ‘90 rileva l’incidenza del 12% di cardiopatia ischemica, 13% infarto, 8% bronchiti  croniche eccetera.

Su questa vera e propria emergenza sanitaria servono politiche regionali e nazionali che non lascino da soli i Comuni a fronteggiare un problema  le cui cause ed effetti travalicano i confini amministrati riconducendosi ad un sistema di sviluppo che si costruisce attorno a scelte strutturali che privilegiano i profitti per pochi rispetto alla salute e l’ambiente.  Scelte sbagliate che  si amplificano in una struttura morfologica della nostra pianura padana, grande catino dal pessimo clima.

Certo, ognuno deve fare la sua parte. I cittadini e le loro amministrazioni devono tenere alta la guardia. Un esempio tra tanti: la lotta determinata dei cittadini in simbiosi con il Comune per impedire la riapertura dell’inceneritore Sg31 la  cui vittoria è stato volano per la chiusura dell’inceneritore di Veritas. Questa come altre azioni portanti su cui si sta ridisegnando il nostro territorio all’insegna della compatibilità ambientale, dal tram alle piste ciclabili e altro ancora rischiano però di non raggiungere i risultati voluti perché si scontrano con la latitanza di una politica  regionale e nazionale che non supporti le richieste delle comunità locali.

La Regione Veneto, il Governo devono intervenire per rimuovere l’inquinamento prodotto dalle grandi navi e dal traffico veicolare. Il traffico croceristico deve essere dirottato fuori dalla laguna. Altro che 74 sforamenti se queste fossero spostate nel porto commerciale di porto Marghera! E poi ripensare tutto il sistema su cui si basa la mobilità nella nostra regione e non solo. La centralina di via Beccaria è collocata su uno dei punti dove si concentrano i maggiori flussi di traffico in entrata e uscita dalla città e le strutture utilizzate sono tangenziale, Romea e  strade di grande scorrimento verso i l’agglomerato dei centri commerciali e verso le direttive della riviera del Brenta e del miranese.

La messa in sicurezza e una diversa viabilità di singole aree come quella di via Beccaria possono alleviare il problema ma non risolverlo alla radice. L’inquinamento di Marghera ci segnala il fallimento di un sistema della mobilità pensato attorno alla costruzione di grandi infrastrutture, dal passante ai progetti della Romea Commerciale, che alimentano quel sistema politico-affaristico corrotto la  cui natura di devastante speculazione finanziaria costruita sulle tasche di tutti noi è chiaramente emersa prima con l’arresto  del presidente della Mantovani spa poi con i folli rincari dei pedaggi autostradali, chiaro segno del fallimento del project financing. Il tutto a discapito del trasporto su rotaia merci e passeggeri sempre più declassato da politiche di disinvestimento che fanno lievitare i costi dei biglietti e causano malfunzionamenti.

Le mobilitazioni dei comitati contro l’inquinamento da smog  deve saldarsi sempre di più con chi nei territori, dal basso, lotta contro le grandi opere, con i comitati dei pendolari dei treni e autostradali e quanti si riconoscono dentro una critica radicale del modello di sviluppo.

assemblea permanente contro il Rischio chimico Marghera

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