Vicenza, il quartiere Ferrovieri si mobilita contro il Tav

C’è un quartiere, che più degli altri fino a questo momento, ha deciso di dire no al Tav a Vicenza. Si tratta dei Ferrovieri, un quartiere di estrazione popolare e storicamente schierato a sinistra che come dice il nome stesso, è caratterizzato dal passaggio della ferrovia e che secondo il progetto targato Camera di Commercio e Confindustria sarebbe il più colpito dal punto di vista dell’impatto ambientale e strutturale. Dopo l’approvazione dello studio di fattibilità del 13 gennaio scorso, in quartiere ci si è cominciati ad organizzare per costruire momenti di informazione sulla reale portata di questo progetto, visto che l’amministrazione comunale non ha mai voluto incontrare i cittadini su questo tema. Il progetto preliminare, presentato e discusso dal Consiglio Comunale in meno di 30 giorni tra Natale e Capodanno, prevede il completo stravolgimento della città; costruzione di altri due binari a fianco degli attuali due, smantellamento della stazione centrale a due passi dal centro storico, due nuove stazione di cui una in zona Fiera decentrata dal resto della città e ad altissimo rischio idrogeologico così come la seconda in zona Nuovo Tribunale, un tunnel idroviario scavato nel Monte Berico, nuove strade, rotatorie, ponti e cavalcavia.

Proprio per informare i cittadini sui contenuti di questo progetto, è stata organizzata a febbraio in maniera autonoma un’assemblea del quartiere dei Ferrovieri che ha visto la partecipazione di più di 200 persone nell’aula magna della Scuola Media Carta. Da quel momento la gente ha iniziato a prendere coscienza di quello che stava per piovergli sulla testa e ha deciso che era arrivato il momento di organizzarsi dal basso. Pochi giorni dopo l’assemblea è nato il Comitato Popolare dei Ferrovieri che ha deciso di trovarsi tutte le settimane negli spazi del centro sociale Bocciodromo, situato all’interno del quartiere, per discutere, approfondire e organizzare iniziative. Sono stati contattati tecnici, geologi e ingegneri per spiegare le conseguenze ambientali, urbanistiche, economiche del progetto Alta Velocità. Si è deciso di iniziare la raccolta firme nel quartiere per chiedere di fermare l’iter del progetto definitivo, che doveva essere approvato a maggio ma dopo le dimissioni di Lupi pare sia slittato ad agosto, ed aprire un processo partecipativo e consultivo. Sabato 14 marzo sono stati allestiti quattro gazebo ai Ferrovieri arrivando a raccogliere più di 500 firme in una sola giornata.

Ieri sera, giovedì 26 marzo, una fiaccolata di oltre 300 persone ha attraversato le vie del quartiere chiedendo appunto di fermare quest’opera insensata che verrebbe a costare più di 5 miliardi di euro. Durante il percorso tantissima gente si è affacciata ai balconi, alcuni ascoltando gli interventi altri applaudendo ai manifestanti che con le fiaccole illuminavano le strade. Sono stati attraversati due punti simbolici e storici di questa parte di Vicenza ovvero il cavalcavia Ferretto de Ferretti che collega i Ferrovieri con il resto della città e la passerella pedonale sopra la ferrovia. Entrambi, secondo il progetto voluto a tutti i costi da Variati, dovrebbero essere demoliti per spostare l’unica via d’accesso agli altri quartieri in un punto più periferico. Negli interventi dal microfono non sono mancati riferimenti ai recenti scandali legati alla mala gestione delle grandi opere con gli arresti per corruzione e le dimissioni del ministro Lupi. Nei prossimi giorni le firme raccolte verranno consegnate al Sindaco con una richiesta precisa, la moratoria del progetto.

Nel frattempo anche negli altri quartieri della città comitati, associazioni, gruppi di cittadini si stanno organizzando e mobilitando con lo scopo di creare un coordinamento cittadino per costruire iniziative anche a livello più generale. Dopo il Dal Molin, Vicenza sta iniziando ad affrontare un’altra battaglia in difesa della propria terra dalle imposizioni di piccoli gruppi economici che vorrebbero mettere completamente le mani sulla città.

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