I comitati contrari alla Valdastico mettono alle strette la giunta provinciale

di Francesca Manzini – Molto partecipata la prima occasione pubblica di protesta contro la nuova proposta di uscita del tunnel autostradale della A31 Valdastico a Caldonazzo. L’appuntamento era fuori dal palazzo della Regione in concomitanza col Consiglio Provinciale. Presenti comitati No Valdastico di Besenello, di Caldonazzo e dell’alto vicentino, oltre a molti semplici cittadini.
In un primo momento viene ottenuto di far entrare una piccola delegazione di dieci rappresentanti a presenziare la seduta, ma successivamente il Consiglio accetta di incontrare tutta la cittadinanza presente. A presentare le istanze e le preoccupazioni dei comitati è il portavoce Emanuele Curzel, il quale inizia bacchettando la Giunta per non aver minimamente coinvolto le amministrazioni delle zone interessate per poi ribadire le ragioni del no alla nuova opera: no allo sperpero di denaro pubblico a vantaggio dei profitti privati di chi realizza e gestisce l’opera, no ad ulteriore consumo di territorio, ma soprattutto no ad un modello di sviluppo che non è compatibile con le necessità di un mondo sempre più debilitato dall’inquinamento e dal cambiamento climatico.
Risponde quindi il presidente Rossi con timide e confusionarie rassicurazioni. Tra mille parole in politichese il concetto sostanziale è che la provincia ribadisce la propria contrarietà al progetto Pirubi ma di fronte al fatto che il Veneto e il governo centrale spingono per realizzare l’opera ecco che la Giunta è disponibilissima a scendere a compromessi, dicono, “allo scopo di tutelare al massimo gli interessi trentini”.
Insomma, usciamo da questa mattinata poco tranquillizzati dalle istituzioni e ancora più decisi a continuare il confronto dal basso. Prossimo appuntamento venerdì 17 a Besenello per decidere assieme le prossime iniziative di opposizione.

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