The Climate Ride a Perugia. Tabacco, gasdotti, discariche e altri sfruttamenti

Se l’Emilia ci ha accolto con le scuole e associazioni, il Veneto con i comitati e i movimenti, in Umbria ci aspettano i gruppi di acquisto solidale e le botteghe di commercio equo e solidale. A Città di Castello sostiamo nella Boteguita che da tanti anni commercia con prodotti provenienti dal sud del mondo per sostenere le economie locali. Ad Umbertide, il circolo Colibrì ci aspetta sotto la roccaforte. L’economia solidale è un cardine attorno al quale ruota l’associazionismo umbro, una regione, ci spiegano, dove lo sfruttamento della terra è particolarmente sentito. “Uno sfruttamento che sentiamo anche nella nostra pelle – spiega una attivista -. Qui da noi, i terreni sono coperti da enormi culture intensive di tabacco che sono devastanti per il terreno, in quanto queste piante non nutrono la terra, consumano una enorme quantità d’acqua e, come se non bastasse, vengono irrigati con grandi quantità di antiparassitari e di fito ormoni per mantenere le piante piccole e le foglie grandi. Anche in questo caso, il profitto di pochi viene pagato con devastazioni all’ambiente e danni alla salute di tutti”.

Dopo Umbertide, la carovana prosegue per Perugia. La strada è in discesa ma alla fine ai carovanieri tocca affrontare la parete che porta al capoluogo umbro. Gli attivisti della ciclo officina popolare di Porta Pala ci vengono incontro per scortarci sino al circolo Island dove ci attende la cena, un concerto di benvenuto e, naturalmente, un incontro con le tante associazioni che sono venute peer condividere le loro lotte. Ci sono comitati contro le discariche, associazioni che denunciano l’abbandono in cui sono stati lasciati i terremotati dopo il sisma del 2016, movimento contro gasdotti devastanti che ripropongono politiche di sfruttamento di combustibili fossili proprio come se le Cop non si fossero mai svolte. “Qui in Umbria tendiamo a vivere arroccati nelle nostre cittadelle – ha spiegato Silvia delle Brigate di Solidarietà – Io stessa non conoscevo molti degli attivisti e dei movimenti che ho conosciuto questa sera. Un grazie quindi ai ciclisti veneziani che ci hanno fatto uscire dalle nostre roccaforti e ci hanno fatto incontrare. Fare rete è fondamentale per le vincere la guerra contro i cambiamenti climatici. Tutti insieme ce la possiamo fare”. 

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