Marano Vicentino: alla discarica Vianelle «Troppi rischi per l’ambiente»

La discarica

Recentemente la provincia di Vicenza ha ampliato l’autorizzazione da discarica di materiali inerti a discarica per rifiuti speciali la Cava delle “Vianelle” (situata a Marano Vicentino).
La trasformazione in DISCARICA PER RIFIUTI SPECIALI  permette di stoccare nel sito i seguenti rifiuti: fanghi speciali, ceneri leggere da inceneritori per rifiuti, rifiuti derivanti dal trattamento di scorie non trattate, scorie di fusioni, miscele bituminose, per un totale di 60 tipologie di rifiuti speciali.La cava si trova esattamente in un punto molto delicato, perché situato sopra la falda freatica indifferenziata che alimenta gli acquedotti di un bacino di quasi un milione di persone fra Vicenza, Padova e Rovigo.Ci troviamo sopra al lago primordiale più grande d’Europa, il terreno soprastante è di ghiaia nella fascia che partendo da Piovene Rocchette arriva a Thiene .Per l’ottima qualità della ghiaia, contenente quarzo, si è scavato fin dagli anni ’70 in poi determinando un buco da 3 milioni di Metricubi.Il Prof. Altissimo del Centro acqua di Novoledo ,consigliava di trasformare tutto cio’ in un bacino facendo confluire torrenti come il Leogra e il Timunchio.Sarebbe servito per creare un laghetto che diventava ricarica della falda. Considerando che la permeabilità, visto la massiccia cementificazione del territorio, è stata ridotta nell’Altovicentino del 40%.sarebbe ideale questo laghetto.Invece i soliti sporchi interessi e le convivenze politiche-mafiose vogliono creare una delle discariche più grandi che esistano. Un eventuale danneggiamento del manto di protezione della discarica, andrebbe ad inquinare tutto il bacino acquifero, con conseguenze talmente gravi da essere inimmaginabili.

 

MARANO. Affollata assemblea pubblica sul tema dei rifiuti speciali

Il parere di un ricercatore dell’università patavina «Il sito non è idoneo per la presenza della falda»

«La discarica alle Vianelle è inidonea per problematiche di natura idrogeologica, visto il terreno ghiaioso, per la presenza di falde acquifere che necessitano di protezione e tutela, per la potenziale sismicità della zona». Ad affermarlo è un ricercatore dell’Università di Padova che da 15 anni si occupa di gestione ambientale. Alessandro Bordin è intervenuto l’altra sera a Marano ad un incontro, molto affollato, organizzato dal neonato “Movimento salvaguardia ambiente”, comitato di cittadini che si sta mobilitando per cercare di fermare l’attività della discarica di rifiuti che si trova in via Cappuccini, ai confini con Thiene. DISCARICHE. «Le discariche non servono più – ha affermato Bordin – né quelle per inerti, né quelle per rifiuti speciali. Essenzialmente perché i rifiuti in generale stanno diminuendo, sia per effetto della crisi economica, sia perché le aziende cercando di recuperare il più possibile e la legislazione sta andando in questo senso». EUROPA. La Comunità Europea dà precise indicazioni sulla gestione dei rifiuti. Lo smaltimento nelle discariche è all’ultimo posto tra le possibili alternative di trattamento dei rifiuti. Al primo posto c’è la riduzione della fonte, poi il riutilizzo, il riciclo ed il recupero energetico. PERICOLI. «Anche la discarica per inerti può essere pericolosa soprattutto se sotto c’è una falda acquifera, come nel caso delle Vianelle – ha aggiunto il ricercatore universitario – perché del percolato c’è sempre e anche gli inerti influenzano il sottosuolo. Non esiste una impermeabilizzazione al 100%. Se poi agli inerti sono stati aggiunti altre tipologie di rifiuto, il limite tra non pericolosità e pericolosità è dubbio». CONTROLLI. L’unico sistema per capire se un rifiuto può essere pericoloso per la falda è dunque quello dei controlli, che devono essere capillari e costanti. «Ed invece non sono garantiti – ha ribadito anche il coordinatore veneto di Legambiente, Luigi Lazzaro, intervenuto al dibattito- anzi, con le ultime dispositive della Regione, i controlli diminuiranno. La discarica di Marano è secondo normativa, il problema è che sono le leggi ad essere sbagliate. La discarica non va bene alle Vianelle, ma nemmeno in un altro posto». MOBILITAZIONE. Mentre il Comune di Marano e quello di Thiene, hanno fatto ricorso al Consiglio di Stato contro l’ultima determina provinciale che amplia le tipologie di rifiuto, il Movimento salvaguardia ambiente sta distribuendo dei “teli” che chiunque può appendere alle case per dire “No alla discarica delle Vianelle”.

I sindaci dei Comuni vicentini e padovani che bevono l’acqua della falda a nord di Vicenza si uniscono per ribadire la propria contrarietà al conferimento di rifiuti speciali nella discarica Vianelle. Ventisette Amministrazioni comunali, a tutela dei loro 545.843 cittadini e di un territorio con una superficie di circa 619 chilometri quadrati, si sono incontrate ieri mattina a Padova per fare il punto della situazione e capire quali strategie adottare per salvaguardare il patrimonio idrico dell’alto vicentino, dove la Provincia di Vicenza ha autorizzato il conferimento di nuove tipologie di rifiuti speciali. SUPPORTO AL RICORSO. Durante l’incontro interprovinciale, gli amministratori hanno deciso di sottoscrivere un documento di supporto ai due ricorsi al Consiglio di Stato intrapresi dai Comuni di Thiene e Marano. Nella lettera viene evidenziata la preoccupazione per la possibile contaminazione della falda acquifera, soprattutto in considerazione del fatto che questi nuovi materiali conferibili potrebbero alterare l’aspetto chimico del terreno, nonostante l’impermeabilizzazione. CAROTAGGI. Non solo solidarietà ma anche fatti. I sindaci dei Comuni che si approvvigionano alla falda acquifera interessata dal problema, chiederanno subito all’Arpav di eseguire un carotaggio urgente nel sito di via Cappuccini, per capire lo stato del sottosuolo e verificare la consistenza ed il tipo di impermeabilizzazione realizzata a protezione della falda. BOMBA ECOLOGICA. Ad affiancare e sostenere il sindaco di Marano Piera Moro e l’assessore all’ambiente di Thiene Andrea Zorzan, anche il primo cittadino di Vicenza Achille Variati. «La nostra non è un’accusa contro il gestore – precisa Variati – ma contro chi dovrebbe programmare e pianificare la gestione del territorio, Provincia e Regione. È un errore gravissimo infatti autorizzare discariche dove sotto ci sono falde acquifere. Se fino ad oggi abbiamo commesso l’errore di trasformare ex cave in discariche per incamerare quattrini, non dobbiamo perseverare: finora ci è andata bene, ma i rifiuti col tempo generano trasformazioni che diventano bombe ecologiche che possono esplodere in qualsiasi momento». IL DUBBIO. «Il procedimento della Provincia – conclude Variati – è stato a mio avviso strano e non regolare: perché ad esempio non è stato fatto il passaggio nella commissione tecnica provinciale per l’ambiente che avrebbe potuto e dovuto dare ulteriori indicazioni e porre attenzioni? In più le amministrazioni comunali coinvolte non sono state preavvisate. E quand’anche la legge non preveda tali passaggi, li ritengo comunque doverosi per la delicatezza del caso».

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