Oggetto: Treporti Venezia - i nuovi "cassoni" del Mose posizionati sott'acqua - Allegato:Mose_Treporti_04.jpg

Il caso Mose sotto esame del Tribunale Permanente dei Popoli

Il 22 ottobre, presso il Tribunale di Venezia, si apre il processo per lo scandalo Mo.S.E., dove la nostra Associazione AmbienteVenezia si è costituita come parte civile.
Gli ultimi 12 imputati eccellenti (tra gli altri l’ex ministro Matteoli, l’ex Sindaco Orsoni, l’ex euro- parlamentare L. Sartori, l’ex Presidente del Magistrato alle Acque, etc.), che non hanno patteggiato uscendo di scena con condanne con lo sconto, sono accusati di corruzione, finanziamento illecito ai Partiti ed altri reati.

Ma lo scandalo Mo.S.E. non rappresenta solo un caso di ordinaria corruzione. 

Dalle risultanze dell’inchiesta della Magistratura emerge con chiarezza che il Consorzio Venezia Nuova, la cupola del Mose, non avesse alcun bisogno di pagare tangenti per vincere gli appalti dei lavori, avendone – per legge – la concessione unica, cioè il monopolio degli studi, delle sperimenta- zioni, delle opere e persino dei controlli sulle stesse.

I fondi neri, le mazzette, le retrocessioni di fatture false, le sponsorizzazioni e regalie, servivano in realtà per pagare i preposti al rilascio di pareri ed autorizzazioni (i vari via libera delle Commissioni Regionali VIA e di Salvaguardia, i silenzi del Magistrato alle Acque, i vari passaggi tecnici ai Mini- steri e i via libera ai pagamenti del Cipe), nonché comprarsi il consenso in città.

Il progetto Mo.S.E. è stato scelto dal monopolista non perché il migliore, a confronto con altri, ma perché è il più costoso, nonché il più impattante sull’ambiente e perché richiede una manutenzione la più costosa.
Numerose sono le criticità sul suo funzionamento che non sono state accertare – proprio per la cor- ruzione diffusa che ha circondato tutto l’iter della grande opera: dalle cerniere al fenomeno della risonanza delle paratie.

Ma l’inchiesta della Magistratura ha fatto emergere solo l’aspetto corruttivo, non il perché di questa corruzione: e cioè che il Mo.S.E. è una grande opera inutile e dannosa, che serve solo a chi la fa.
E’ per questo che siamo ricorsi, insieme con altre realtà italiane e europee (No Tav, No Muos, etc.), al Tribunale Permanente dei Popoli (erede del Tribunale Russel), un tribunale di opinione a copertura mondiale e di natura associativa che riunisce giudici volontari e che interviene in tutti quei casi in cui la legislazione nazionale ed internazionale risultino fallimentari nel difendere il di- ritto dei popoli. 

Dal 5 al 8 novembre a Torino ci saranno le udienze finali e si giudicheranno casi (compreso il Mo.S.E.) di violazione dei diritti democratici di intere popolazioni, in cui Governi nazionali e le istituzioni sovranazionali impongono ai territori la realizzazione di cosiddette “grandi opere” che impattano pesantemente sull’ambiente, sul destino del territorio e sulla salute qualità della vita delle generazioni attuali e future.

Sabato 10 ottobre il T.P.P sarà a Venezia per le audizioni (aperte al pubblico) di tecnici, scienziati indipendenti, giornalisti ed attivisti che si opposero al Mo.S.E. inascoltati, se non isolati e colpiti dalla repressione di un Potere che – così come rivelato dall’inchiesta della Magistratura, aveva “comprato” mezza città.

SABATO 10 OTTOBRE 2015
ore 9.30 – 18.00
aula magna Liceo Artistico Guggenheim
campopo dei Carmini – Dorsoduro, 2613 Venezia

 

associazione AmbienteVenezia