Il Parco della Pace è un bene comune: iniziato il percorso

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Il Parco della Pace è un bene comune: si apre con queste parole il documento che una pluralità di realtà vicentine e di singoli cittadini ha presentato venerdì scorso in conferenza stampa. Un percorso, quello che intendono tracciare i sottoscrittori, che guarda alla partecipazione come alla chiave di volta intorno al quale immaginare il futuro di un territorio che è stato sottratto alla militarizzazione e alla cementificazione grazie alla mobilitazione di migliaia di donne e uomini.
Proprio per queste ragioni, il documento presentato prende le mosse da quel che rappresenta, nell’immaginario collettivo, il Parco della Pace, e prosegue tracciando alcune suggestioni che guardano a quel fazzoletto verde come allo spazio ideale nel quale sperimentare la pratica dei beni comuni. Che significa, innanzitutto, trovare forme di partecipazione che sappiano radicarsi nel lungo periodo, pensando che la democrazia non si limita a momenti ben specifici come quelli del voto, ma si concretizza nella quotidianità e nella possibilità di esprimersi ogni giorno.

Il documento, da questo punto di vista, non rappresenta una road map preconfezionata, ma casomai un punto di partenza sul quale fondare la discussione; uno strumento per aprire dibattito e cercare soluzioni, fissando alcune convinzioni condivise da una pluralità di soggettività che hanno voglia di dire la propria opinione sul futuro del Parco della Pace.

Il documento, ora, è a disposizione sul blog del Comitato Promotore per il Parco della Pace bene comune, e la sua presentazione in conferenza stampa non è stata altro che l’apertura di uno spazio pubblico di partecipazione nel quale far diventare queste suggestioni realtà.
Il primo appuntamento è stato fissato per martedì 28 febbraio, quando si svolgerà la prima assemblea pubblica.

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