Adriatico “No Oil”

Il Governo Renzi le sbandiera come “strategiche”. In realtà le trivellazioni petrolifere nell’alto Adriatico non coprirebbe il fabbisogno nazionale che per poche settimane, perché il greggio sotto il nostro mare è scarso e di bassa qualità. Senza considerare che – e la crisi economica dovrebbe avercelo insegnato! – il futuro corre verso le rinnovabili. Una politica perdente anche dal punto di vista economico quindi, questa che vuole devastare l’Adriatico, mettendo a rischio l’ambiente e le attività come il turismo che ad esso sono legate, solo per pagar dazio alle compagnie petrolifere.

Per ribadire un netto “no” alle trivellazioni in mare, un centinaio di attivisti si è radunato in piazza San Marco per colorare uno striscione con la scritta “Italia – No Oil – Croazia”. Ovvero: niente estrazioni tra la le due sponde del mare. La manifestazione è stata organizzata da Legambiente, Wwf e Greenpeace e vi hanno aderito Vas, associazione Balcani Caucaso, Movimento 5 Stelle, Verdi Green Italia e Verdi Europei (che in questi giorni sono a Venezia per il direttivo europeo).

“Le trivelle appartengono ad una logica di sviluppo a discapito dell’ambiente che non ha futuro – ha spiegato Davide Sabbadin di Legambiente -. I vantaggi sarebbero pochissimi e solo per i petrolieri, i rischi tantissimi e tutti nostri. Cosa succederebbe alla pesca, al turismo nel caso si ripetesse anche qui uno di quei disastri che si sono già verificati in altre parti del mondo? Oramai il 40 per cento dell’energia che si consuma in Italia viene da fonti rinnovabili. In Europa questa percentuale è ancora più alta. Invece di investire in questa direzione e in quella del risparmio energetico, in Italia si preferisce ripercorrere la vecchia strada del combustibile fossile. Che poi è la strada che ci ha portato alla crisi economica, regalandoci in cambio solo devastazioni ecologiche”.

Tanta solidarietà ai manifestanti dai turisti che, in piazza San Marco, non mancano mai. Molti si sono avvicinati per contribuire a colorare lo striscione, Altri hanno chiesto informazioni sulle trivellazioni. Tutti si sono stupiti che un Governo accettasse di metter a repentaglio la straordinaria bellezza di una città come Venezia per pochi barili di petrolio di cattiva qualità.