Archiviamo il passante a sud del Ceresolo. Sabato di mobilitazione anche a Rovigo

Anche Rovigo, nel suo piccolo, ha le proprie “Grandi Opere”. Da oltre due anni i cittadini stanno combattendo una battaglia serrata contro Veneto Strade e, paradossalmente, contro la stessa amministrazione comunale, che dovrebbe invece rappresentarli e tutelarli, per impedire la realizzazione di un progetto devastante che prevede la costruzione di una strada a scorrimento veloce a ridosso del più popoloso quartiere della città e dei suoi siti sensibili. Una strada che smembrerebbe in due un’area verde di grande pregio, ove è miracolosamente residuato un bosco urbano planiziale, e della quale il vigente Piano Regolatore Generale prevede la destinazione a Parco cittadino.

Un progetto, quello di Veneto Strade, censurabile da innumerevoli punti di vista:

  • avvicinamento al quartiere e ai suoi siti sensibili (Polo scolastico, Impianti sportivi, scuola dell’infanzia, ecc.) rendendolo insalubre ed invivibile;
  • distruzione dell’area verde con conseguente impossibilità di realizzazione del Parco cittadino atteso ormai da trent’anni e di cui chiediamo la sollecita apertura;
  • compromissione del futuro della casa di riposo “Casa Serena”, che sarebbe sfiorata dalla strada e perderebbe così ogni attrattiva, mettendo in fuga i suoi attuali e potenziali residenti;
  • danneggiamento del sito storico-monumentale individuato dalla Soprintendenza dell’ex Poligono di tiro (1888) che si estende per l’intera area boschiva;
  • totale contrasto con le risultanze del Piano del Traffico appena adottato che evidenziano come quel tratto di strada non serva affatto a risolvere problemi di traffico;
  • impossibilità di chiusura dell’anello verde e ciclabile intorno alla città previsto dal P.R.G.;
  • esorbitante costo dell’opera a Km., dovuto all’inconsistenza del sedime ed al conseguente bisogno di consolidarlo con migliaia di pali nonché alla necessità di realizzare notevoli opere di mitigazione indispensabili solo a causa della prossimità del tracciato al quartiere;
  • esistenza di almeno due tracciati alternativi: quello su via Calatafimi, molto meno costoso (2,5 milioni di Euro a fronte dei previsti 6,2 milioni); quello secondo P.R.G., con sbocco al CEN.SER.

Martedì 5 novembre il Consiglio comunale ha votato all’unanimità per la sospensione dell’iter di approvazione del progetto di Veneto Strade in attesa di verifiche e chiarimenti in ordine alla sua compatibilità con il Piano del Traffico e con l’avvio della procedura di apposizione del vincolo culturale sul vasto complesso dell’ex Poligono di tiro. Cittadini e Comitati salutano questa decisione come l’emergere di un barlume di buon senso in una vicenda che, sino ad oggi, da parte della Giunta, ne ha visto ben poco.

Ci auguriamo vivamente che questo importante passo rappresenti la volontà dell’Amministrazione comunale di ripensare l’intera partita “Passante nord” chiedendo a Veneto Strade di investire la cospicua somma che doveva finanziare l’opera, per chiudere l’anello viario intorno alla città utilizzando uno dei due tracciati alternativi a nord e realizzando la necessaria ed urgente rotatoria di Boara, all’intersezione tra viale Porta Adige e la Tangenziale Est.

Siamo convinti che esista la possibilità di un’intelligente e virtuosa amministrazione della città ma essa può basarsi solo sul reciproco ascolto tra cittadini ed amministratori. La Politica deve essere ripensata come il luogo ove espletare questa interazione, la sola in grado di riattivare le forze vitali dell’intera comunità.

Rete dei  Comitati Cittadini