La banda del “buco” colpisce ancora. Fermiamo la Tav in gronda

L’annuncio viene da Milano. Al termine di un incontro col sindaco Giuliano Pisapia e il presidente di Sea Handlinig, Pietro Modiano, il ministro alle Infrastrutture, Maurizio Lupi ha ufficializzato la volontà sue e del Governo di collegare tre grandi aeroporti internazionali alle linee Alta Velocità. Sotto il mirino ci sono gli scali di Malpensa, Fiumicino e anche Tessera. «Il Governo – ha assicurato il ministro – ha chiesto venerdì a Rfi di presentare progetti e costi. Sarebbe in contraddizione un grande piano di rilancio del sistema aeroportuale italiano se non integrato dall’Alta velocità».
In altre parole, per quando riguarda Venezia, torna a camminare lo “zombie” di un progetto che gli ambientalisti credevano (speravano) oramai morto e sepolto. Quello demenziale di una fermata dell’Alta Velocità a pochissimi chilometri dalle stazioni di Mestre e di Venezia oggi raggiungibili in dieci minuti di autobus. Progetto che comporterebbe lo scavo di un tunnel, in parte in un’area densamente urbanizzata, in parte lungo la gronda lagunare alterando il delicatissimo equilibrio idrogeologico, in parte nel pieno delle aree archeologiche di Altino. Un miliardo di euro di spesa per un flusso di passeggeri contenuto e già efficacemente collegato alla stazione si Mestre.

“I Lupi affamati di grandi opere e dei grandi affari a spese dei cittadini che ne sono il necessario corollario, perdono il pelo ma non il vizio – ha commentato Beppe Caccia, consigliere comunale della lista In Comune – Questo tentativo del ministro di portare la l’Alta Velocità ferroviaria all’aeroporto Marco Polo per la gioia del presidente Save, Enrico Marchi, dovrà trovare nel nostro territorio ogni genere di barricate, da parte delle popolazioni interessate così come da parte dell’amministrazione comunale”.
La stessa RfiSpA, società della holding Ferrovie dello Stato, e il commissario governativo alla Tav, Bortolo Mainardi, ha spiegato il consigliere, hanno sonoramente bocciato il progetto di una nuova linea in gronda, sulla base di rigorose valutazioni tecniche, rilanciando il tema del potenziamento tecnologico dell’attuale collegamento Mestre-Trieste.
“Piuttosto – continua Caccia – c’è un’opera la cui realizzazione è necessaria e urgente: la bretella ferroviaria tra Dese e l’aeroporto, che consentirebbe di integrare il Marco Polo nel sistema ferroviario metropolitano regionale così da permettere a migliaia di passeggeri di raggiungere agevolmente lo scalo”. Purtroppo tale progetto costa “solo” 200 milioni di euro. Peraltro già disponibili e immediatamente cantierabili.
“Troppo pochi – conclude amaramente Caccia – per alimentare, a spese dei cittadini, il perverso meccanismo affaristico collegato alle Grandi Opere infrastrutturali”.