Difendiamo le nostre terre. A Mira, giornata nazionale contro la Orte Mestre

Quattrocento chilometri di cemento. Quattrocento chilometri di devastazione ambientale inutile e costosissima. Questo è l’autostrada Orte Mestre. L’ennesima Grande Opera sbloccata dal Governo Renzi, dopo le bocciature del Via e della Corte dei Conti, grazie ad un apposito decreto che gli ambientalisti hanno già battezzato Sbanca Italia. L’ultima folle Grande Opera, figlia di una economia fallimentare ed insostenibile che ha portato l’intero pianeta sul baratro del Climate Change.

E proprio a un giorno di stanza dalla grande marcia per il clima che si svolgerà domani a New York, gli ambientalisti di mezza Italia sono scesi in piazza per denunciare l’assurdità di una politica che, con l’obiettivo dichiarato di uscire dalla crisi, persegue esattamente la stessa economica insostenibile che ha generato la crisi.
Manifestazioni e presidi contro la Orte Mestre si sono svolti in tutte le Regioni interessate dall’ennesimo sfregio ambientale: dal Lazio all’Emilia Romagna, dall’Umbria alla Toscana.
Nel Veneto, la rete nazionale Stop Orte Mestre si è mobilitata con una biciclettata da Mira a Giare dove nella mattinata si è svolto un colorato presidio a ridosso dell’incrocio con la Romea.

“Abbiamo scelto di manifestare proprio su questa incrocio dove ogni anno succedono tragici incidenti – ha spiegato Mattia Donadel, portavoce del Comitato opzione Zero – per rimarcare quanto sia assurdo spendere 10 miliardi di euro per costruire un’altra strada quando basterebbe davvero poco per mettere in sicurezza questa che abbiamo già”. Durante la manifestazione è stato distribuito un simpatico “kit di sicurezza” per il pedone costretto ad affrontare le insidie dell’attraversamento della Romea composto da pettorine catarifrangenti, vuvuzela, fumogeni di segnalazione e una striscia pedonale personale da stendere all’occorrenza.

Da segnalare la partecipazione alla manifestazione, conclusasi a Dolo con musica e festa, anche del sindaco di Mira, Alvise Maniero. Il Comune di Mira infatti, è stato il primo a votare una mozione in cui chiede al Governo l’abbandono del progetto Orte Mestre. Un esempio importante, che in seguito ha fatto scuola anche da Dolo, Camponogara, Fossò e Pianiga. “Amministrazioni di colore diverso ma unite nel ritenere folle buttare miliardi per una strada che c’è già e cementare la campagna rimasta – ha commentato il Primo Cittadino a 5 Stelle -. E devo dire che queste prese di posizioni coraggiose sono tutto merito vostro. L’idea iniziale dei miei colleghi sindaci era quella di provare a limitare i danni, venendo a patti con i costruttori. Sono state le vostre ragioni e le vostre mobilitazioni a far capire a tutti che non ci sono patti che tengano con chi vuole devastare il nostro territorio”.

“Gli architetti del nostro futuro non possono essere personaggi pluripregiudicati come Vito Bonsignore – ha concluso Tommaso Cacciari del Laboratorio Morion -. Gli stessi attori si apprestano a recitare nel palcoscenico della Orte Mestre, sono gli stessi che ieri hanno voluto il Mose e che oggi vorrebbero realizzare lo scavo del Contorta per difendere con i soldi pubblici gli interessi privatissimi delle compagnie di crociera”.
Tommaso Cacciari ha quindi invitato tutti alla festa della laguna che si svolgerà domani pomeriggio proprio su quel canale largo 4 metri e profondo 2 ma che il presidente dell’Autorità Portuale, Paolo Costa, pretenderebbe di “ricalibrare“, proprio questo il termine che ha adoperato!, sino a farlo diventare largo 25 e profondo 200 metri per farci passare quelle specie di speculazioni edilizie galleggianti che chiamano Grandi Navi.
La butto là: e se invece del Contorta “ricalibrassimo” Paolo Costa?

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