DOCUMENTO APPROVATO DALL’ASSEMBLEA LAVORATORI DEL 21 MARZO 2013

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato RSU ARPAV

Siamo qui per i lavoratori di Vicenza ma non solo, siamo qui per l’intera Agenzia Regionale dell’Ambiente che tutela la Salute Pubblica, la quale costituisce un diritto fondamentale di tutti i Cittadini, e quindi un bene Della collettività.

La chiusura deL laboratorio di Vicenza è l’ennesimo capitolo di questa ultima e sciagurata riorganizzazione, elaborata senza una stima realistica dei risparmi effettivi, anzi, trascurando pericolosamente i costi aggiuntivi indotti dai disagi organizzativi che provoca. E questi costi li pagherà la collettività se noi lavoratori non riusciremo, con l’aiuto dei cittadini Veneti e con l’impegno dei politici e degli amministrati pubblici del Veneto, a fermare questo scempio.

ARPAV VERSA IN UNA SITUAZIONE ECONOMICA PESSIMA

L’attuale situazione economica di ARPAV è molto grave, e le cause sono tante e tutte ormai ben note:

Non è ancora stato corrisposto tutto il finanziamento stanziato per quest’anno dalla Regione: mancano ancora 15 milioni di euro;

 • La precedente Direzione Generale ha lasciato debiti macroscopici per spese spesso irragionevoli (l’acquisto del battello oceanografico, le costosissime consulenze clientelari, l’acquisto di nuove sedi faraoniche – molto costose e non sempre necessarie, per di più pagate con i soldi destinati all’esercizio – l’inutile raddoppio di strutture gestionali, l’acquisto di strumenti informatici strapagati e inadeguati, la mancanza di oculatezza persino nell’acquisto di beni di consumo ordinari….);

 . Proprio a causa di queste spese sostenute con il denaro destinato all’esercizio, ARPAV ha numerosi debiti con i fornitori, che aumentano le sue esposizioni finanziarie;

 • Per gli stessi motivi, negli ultimi anni ARPAV ha anche maturato debiti nei confronti dei propri dipendenti.

 RIORGANIZZAZIONE

La riorganizzazione in atto è solo l’ultima di una lunga serie di riorganizzazioni, che sono cominciate già nei primi anni di vita dell’Agenzia e non si sono mai concluse, a testimonianza di come non vi sia mai stato un vero obiettivo strategico fondamentale, volto ad assicurare e ottimizzare la funzionalità dell’Agenzia con contestuale contenimento dei costi.

E’ dal 2010 che chiedono ad ARPAV di ridurre i costi, caso forse unico a livello nazionale: già nel biennio 2011/12 abbiamo ridotto del 10%, con questa riorganizzazione dovremmo arrivare al 15% entro il 2014, e adesso la Regione chiede di tagliare di un ulteriore 20%, in base a un’opinabile interpretazione della Spending Review.

Eppure l’ARPAV non spende più di altre Agenzie Regionali per l’Ambiente analoghe per dimensioni e funzioni.

Nel corso degli anni si è puntato a un progressivo e pericoloso depotenziamento delle strutture territoriali, con conseguente perdita della capacità di controllo e presidio, e della capacità di far fronte alle sempre più numerose emergenze ambientali che si verificano nel nostro territorio (si pensi ai frequenti incendi nelle fabbriche, oggetto di un’interrogazione parlamentare di qualche mese fa).

Si è inoltre assistito a una centralizzazione di attività amministrative e tecniche alla quale, tuttavia, non ha corrisposto un adeguato coordinamento di queste attività, motivo per cui si sono di fatto allungati i tempi di risposta dell’Agenzia, con conseguente perdita di efficienza ed efficacia nelle fondamentali funzioni che essa è chiamata a svolgere prontamente sul territorio.

Si continua ad assistere a ricorrenti ipotesi di smembramento delle sue diverse strutture, con una pericolosa gara a individuare quelle di cui è possibile sbarazzarsi senza troppo rimpianto.

Non si sono volute valorizzare le attività di laboratorio, che sono tra i fiori all’occhiello di questa Agenzia, riconosciute a livello nazionale: si sono volute chiudere sedi, ci si è sbarazzati di competenze e professionalità fondamentali, maturate in anni e anni di servizio pagato dai cittadini, e ora buttate al vento.

Questa ristrutturazione dei laboratori, che punta alla realizzazione di un unico laboratorio regionale, non ha portato di fatto a nessun beneficio organizzativo, funzionale o economico, e appare sempre di più fine a se stessa.

Si sono perse occasioni fondamentali per l’autofinanziamento di ARPAV, come le attività a richiesta dei privati per cui non si vuole fare alcun investimento né economico, né soprattutto organizzativo.

Si sono ridotti gli organici sanitari (tecnici della prevenzione e di laboratorio), che costituiscono il cardine dell’attività dell’Agenzia.

Sono state nel tempo attribuite nuove funzioni ad ARPAV, in alcuni casi trasferite funzioni prima svolte da altri enti regionali o statali, ma senza la corresponsione del relativo adeguato finanziamento.

A fronte di tutto questo, non si è mai proceduto a un reale contenimento dei costi relativi all’apparato dirigenziale: ai dirigenti si sono sempre pagate laute buone uscite, e la pianta organica dirigenziale è sempre cresciuta negli anni, tanto che adesso ci ritroviamo con 1 dirigente ogni 9 dipendenti, e con dirigenti privi di dipendenti subordinati. Si sono voluti tagliare solo i settori produttivi, mentre sono aumentate le posizioni dirigenziali di strutture non operative.

Non bastasse tutto questo, ARPAV continua a pagare personale tecnico di competenza specifica, scelto dai dirigenti regionali, che da quasi un anno lavora presso la Regione.

A noi pare evidente che tutte queste riorganizzazioni, nella migliore delle ipotesi, sono state scritte per privilegiare l’apparenza senza un’adeguata valutazione della sostanza: e infatti hanno solo portato inefficienza, allungamento dei tempi di risposta al cittadino, disorganizzazione, aggravio e sovrapposizione di competenze, e hanno provocato, e continuano a provocare, anche perdite economiche, oltre alla perdita di professionalità e specializzazione dei propri lavoratori.

Non solo: la maggior parte dei tagli previsti in realtà non sono un risparmio reale per la Regione: sono un mero trasferimento dei costi da una voce all’altra, ma continueranno a ricadere sugli stessi contribuenti del Veneto su cui ricadono adesso.

COSA CHIEDIAMO/PROPONIAMO:

Un Ambiente Sano è Sinonimo di SALUTE: in questo senso l’Agenzia per l’Ambiente è a pieno titolo parte integrante del Servizio Sanitario e tale deve restare: deve rimanere un ente al servizio della collettività in grado di garantire la promozione della salute. E’ infatti dimostrato che è riducendo l’esposizione ai fattori di rischio ambientale che si promuove la salute: e questo risultato si ottiene per mezzo di continui e costanti attività di controllo e monitoraggio dell’Ambiente del Veneto. Operare tagli di servizi, strutture e personale, oltre a vanificare la mission istitutiva di Arpav, comporterà il mancato rispetto di normative nazionali ed europee con inevitabili sanzioni a carico della Regione Veneto.

 Noi siamo convinti che ci siano valide alternative al disfattismo e alla corsa al ribasso a cui invece stiamo assistendo, e che non possiamo più accettare. Noi siamo convinti che il conflitto fra Ambiente ed Economia, o peggio fra Ambiente e Salute sia solo pretestuoso, e che in realtà sia solo un alibi con cui si tenta di coprire una mancanza di capacità, o peggio di volontà, della politica regionale di gestire questa Agenzia e di renderla efficace ed efficiente, capace di fronteggiare le emergenze ambientali con la dovuta forza e prontezza, capace di tutelare l’Ambiente e la Salute presente e futura dei cittadini Veneti.

 Noi proponiamo che si mantenga il Finanziamento Sanitario Regionale per ARPAV perchè rivendichiamo l’appartenenza prioritaria della nostra Agenzia all’area sanitaria, e chiediamo che gli stanziamenti per Arpav trovino una specifica definizione nel bilancio della Regione Veneto superando la semplicistica definizione in base ai LEA, perchè Arpav è sì Sanità ma anche Ambiente, Agricoltura, Protezione Civile, Turismo….

 Chiediamo quindi che gli stanziamenti per Arpav tengano conto dell’Agenzia come soggetto fondamentale per la promozione della salute, e sosteniamo che le funzioni dell’Agenzia – non direttamente attribuibili all’area strettamente sanitaria – (come il meteo, la sicurezza idrogeologica e nivo-valanghiva, la balneazione..) debbano trovare spazio nei corrispondenti capitoli del bilancio regionale e da questo cofinanziate, come normalmente avviene per le altre ARPA in Italia.

Noi riteniamo inoltre che sia possibile, anzi doveroso e necessario valorizzare pienamente le professionalità e le competenze maturate in seno ad ARPAV per farne un competitor privato in alcuni settori, impiantistica e laboratori su tutti!

Sono proprio il LAVORO e l’AMBIENTE che devono tornare a essere il cuore pulsante della nostra Agenzia: le nostre professionalità non sono un peso da tollerare, ma sono una risorsa per la nostra collettività, che le ha pagate! Per questo devono essere motivate, valorizzate, coordinate, e soprattutto RISPETTATE, perché sono le gambe su cui cammina ARPAV, e ARPAV deve continuare a camminare e a lavorare sicura e indipendente, perché i cittadini devono continuare ad avere uno strumento indipendente di tutela e di controllo ambientale: la tragedia del quartiere Tamburi di Taranto ce lo ricorda dolorosamente, se ce ne fosse ancora bisogno.

F.to

RSU Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto (ARPAV)