Padova – No coke: il carbone è archeologia negativa

Attivisti ambientalisti dicono no alla proposta dell’ex-sindaco Zanonato di attivare la centrale a carbone a Porto Tolle e chiedono la chiusura di Fusina.

30 / 6 / 2013

 Flash mob a Padova promosso da Legambiente, WWF, Greenpeace, Asu, Comitato Lasciateci respirare, Ya Basta ed altri, nella giornata mondiale contro il carbone.

Volantinaggio in centro e poi in Prato della Valle una performance fotografica per riaffermare la totale contrarietà al carbone, alla centrale di Fusina e alla proposta dell’ex-sindaco della città Zanonato, ora ministro, di riattivare il progetto della centrale di Porto Tolle.

 Comunicato stampa

Pochi lo sanno, ma per gli studiosi di energia il mese di maggio del 2013 verrà ricordato con un dato record: il quel maggio piovoso, freddo e anomalo, il nostro paese ha prodotto quasi il 44% della sua energia elettrica da fonti rinnovabili

E’ arrivato il momento quindi, non solo di smantellare la vecchia centrale di Porto Tolle e farne un ricordo della paleo-industrializzazione, ma anche di cominciare a riconvertire l’altro grande impianto a carbone della nostra regione: la centrale ENEL Alessandro Volta di Fusina che da sola inquina più di un’intera città. 

Quella centrale, composta da due gruppi elettrogeni da 160MW ciascuno, emette mediamente 4,3 milioni di tonnellate di CO2 nell’aria, ogni anno, seconda in questo solo alla centrale di Brindisi Sud ed a quella di Civitavecchia.

All’Italia tutto questo carbone non serve, perché: 

• peggiora la dipendenza energetica del nostro Paese dall’estero, visto che importiamo il 99% del carbone utilizzato nelle centrali elettriche italiane;

• non abbasserà la bolletta energetica del Paese, visto che i potenziali risparmi nell’acquisto del combustibile che è arrivato oggi a coprire quasi il 40% della produzione elettrica italiana in pochi anni. sono soprattutto i bilanci delle aziende energetiche e nulla arriva alle bollette degli italiani;

• peserà alla fine sulle casse dello Stato che dovrà pagare le multe per mancato raggiungimento degli obiettivi della direttiva del cosiddetto pacchetto clima 20-20-20 ovvero quella che ci obbliga a diminuire le emissioni di CO2 del 20% al 2020.

• I combustibili fossili ricevono dalle bollette italiane incentivi molto superiori a quelli versati per le energie rinnovabili: il taglio delle bollette, infatti, si può fare e si può partire proprio da qui. 

DI NO AL CARBONE!!

SCEGLI LE AZIENDE CHE VENDONO ENERGIA PULITA.

SCRIVI AL MINISTRO ZANONATO E FAI SENTIRE LA TUA VOCE!

video dell’iniziativa:

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