Per la democrazia e i beni comuni. Per il diritto di respirare, lavorare e vivere

La sola Grande Opera che ci piace è questa: costruire una società dove ci sia casa e reddito per tutti. Così, “svecchiando” dall’ambientalismo di maniera il dibattito, i ragazzi dell’Assemblea Sociale per la Casa hanno sintetizzato l’obiettivo della grande manifestazione contro le Grandi Opere in programma a Venezia sabato 30 novembre. Ma la prima cosa da registrare è la grande patecipazione all’incontro preparatoro dell’iniziativa svoltosi ieri sera a Mestre, al centro civico di via Sernaglia. “Direi che c’erano praticamente tutti, associazioni, comitati, movimenti dalle Dolomiti alla Laguna – ha commentato Tommaso Cacciari del Laboratorio Morion -. Una conferma che il nodo della difesa dal basso dei beni comuni contro la politica affaristica delle Grandi Opere imposte dall’alto è vivo e centrale anche nella nostra regione, così come nel resto d’Italia”.

“Gli abitanti del Veneto – si legge nella piattaforma varata dall’assemblea – sono da anni impegnati in una moltitudine di vertenze locali, volte a salvaguardare la vivibilità del territorio. Cittadine e cittadini di buona volontà si sono finalmente riuniti per chiedere una urgente inversione di rotta”. Una urgente inversione di rotta che è quanto chiede anche l’ultimo rapporto Ipcc presentato a settembre e la 19esima conferenza sul clima che si sta svolgendo a Varsavia. I tempi della terra e dei cambiamenti climatici non sono più quelli della politica, incancrenita attorno ad una economia che è la causa stessa del disastro climatico cui stiamo andando incontro. Invertire la rotta, quindi. Chiudere l’epoca dei combistibili fossili per aprire quella delle rinnovabili. Abbattare l’inquinamento atmosferico, la cementificazione del territorio, la mercificazione dei beni cumuni, la devastazione del terrorio.

Una questione di ecologia? Certamente. Ma non solo. E’ anche e soprattutto una questione di democrazia. “Un elemento unificante della nostra piattaforma è quello della democrazia – conclude Tommaso Cacciari -. L’economia che ci ha portato sull’orlo del baratro è la stassa che si è imposta sulla politica violando la sovranità delle comunità locali che hanno sempre meno voce in capèitolo sulle scelte riguardanti il loro territorio. E’ il caso della Tav, del Mose, delle Grandi Navi, del carbone a Porto Tolle, delle false barene in laguna e ora anche del ventilatio scavo del canal Contorta. Gli esempi sono tanti perché il Veneto risulta essere una delle regioni più inquinate ed inquinanti di tutta Europa. Non a caso manifestaremo a Venezia, davanti alla sede della Regione. Il piano territoriale regionale è un perfetto esempio di devastazione ambientale e di scippo democratico: non solo ha calpestato la volontà di migliaia di cittadini riuniti nei diversi comitati a difesa dell’ambiente, ma anche la sovranità delle amministrazioni locali cui è stata rubato il diritto di decidere del loro territorio”.

Per aderire alla manifestazione basta mandare una mail a beati@beati.org