Scali di guerra

di Enrico Marchesini, presidio No Dal Molin – Qualche anno fa gli Usa hanno preteso e poi preso lo scalo areoportuale del Dal Molin per farne una delle più grandi basi militari in Europa. Ora gli stessi si sono presi anche lo scalo ferroviario di Via G.D’Annunzio, per caricare e scaricare armi soldati e mezzi alloggiati in quella base e inviarli nelle diverse aree di guerra; ieri in Africa, l’altroieri in Iraq, oggi in Ucraina domani si vedrà. Se il Dal Molin è a poche centinaia di metri dalla perfieria della città, questo scalo dei treni è praticamente in centro perchè Via D’Annunzio è una laterale di C.so S.Felice, ed è densamente abitata oltre ad ospitare anche una scuola importante che a Vicenza tutti conoscono, l’Itc Fusinieri. Siccome c’è questa scuola le autorità della città hanno chiesto agli americani di operare solo di notte, dopo le 22, dimenticandosi che la scuola opera pure lei di sera, avendo anche le sezioni serali e i treni con passeggeri nei vicini binari passano anche di notte, senza considerare il blocco della circolazione nella strada provinciale quando i mezzi lunghi anche decine di metri la imboccano spesso con manovre e contromanovre.

Come abbiamo verificato con l’iniziativa di denuncia di sabato 11 aprile, sono stati autorizzati anche lavori di ripristino e allargamento del sedime dei binari per favorire le operazioni che dal 20 aprile prossimo non saranno più episodiche ma frequenti e giornaliere (anche se notturne). In una città, anzi in una nazione, in cui non si fà che parlare di sicurezza e si costituiscono ronde per controllare sostanzialmente gli immigrati, ci chiediamo come sia possibile concedere l’alloggio e il passaggio di truppe e armi, che oltre essere straniere sono anche esplosive, Chi è il folle che ha permesso questo attentato alla sicurezza, questo sì concreto e reale, degli abitanti della zona e, alla fine, ma dovrebbe essere al primo posto, un altro schiaffo alla dignità di una città che scopre ogni anno che passa nuove servitù militari con nuovi danni e nuovi obblighi. Con l’iniziativa di denuncia di sabato 11 aprile noi abbiamo inteso informare non solo dei pericoli che queste attività producono ma anche della responsabilità che prefetto e sindaco si assumono, oltre a quelle che hanno assunto in questi anni in un continuo e costante calar le braghe!

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