Venezia No grandi navi: una prima vittoria per affermare che la laguna è un bene comune

All’indomani del vertice interministeriale abbiamo chiesto a Tommaso Cacciari un commento su questa prima vittoria della lotta ricca, radicale ed articolata di questi mesi e sulle prossime battaglie per affermare che la laguna e Venezia sono un bene comune che dev’essere liberata da lobby e speculazioni.

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Dalla riunione interministeriala a Roma relativa alle grandi navi in Venezia e in laguna sono emerse luci ed ombre.

Sicuramente è vero, importante e concreto un primo importante taglio rispetto alle navi che entrano in laguna a Venezia. Questa è una prima importante vittoria della lotta, del comitato, dei movimenti che da un anno e mezzo a questa parte si sono battuti contro questo scempio, questo stupro della città storica di Venezia.

Nel 2014, stando a quanto emerso ieri dalla riunione romana passeranno 176 navi in meno rispetto al 2013. Sono i 176 passaggi delle navi più grandi come MSC, Divina, di quelle oltre le 100.000 tonnellate con uno sbarco complessivo di 1.000.000 di passeggeri in meno rispetto al 1.800.000 totali. Quindi diciamo che l’impatto di queste grandi navi in città si è più che dimezzato.

Questa è una prima vittoria del comitato, della lotta dei cittadini di questa città. Prima che il Comitato iniziasse le mobilitazioni nessuno si poneva questo problema, men che meno nei palazzi romani.

Emergono sottotraccia delle ombre.

La lobby crocieristica di Venice Terminal Passeggeri ha preferito subire questo taglio delle crocierepiuttosto che “mollare” il terminal crocieristico alla Marittima ovvero nel cuore della città. Una scelta che noi abbiamo sempre combattuto e continueremo a combattere. Venezia vive l’assurdità di avere un polo crocieristico, un porto per queste mega-navi all’interno, nel cuore della città. La lobby crocieristica vuole mantenere questa cosa e noi su questo ci siamo sempre espressi in modo nettamente contrario e continueremo a combatterlo.

Un porto per queste mega-navi va trovato altrove. Va trovato fuori dalla laguna. Questo sarebbe l’unico modo, come l’esito della riunione romana dimostra, per tutelare davvero i posti di lavoro e forse per incrementarli.

Un’altra cosa abbastanza inspiegabile che è emersa dal vertice romano è questo raddoppio nella tonnellata di stazza consentita rispetto al decreto Clini-Passera, che ricordo fissava un limite delle 40.000 tonnellate che dalla riunione di ieri sono diventate abbastanza inspiegabilmente 96.000. 96.000 restano comunque delle grandi navi.  Per capirci il Titanic ne faceva 46.000 di tonnelate. Questa soglia fissata a 96.000 noi chiediamo che venga ulteriormente abbassata e lotteremo e ci batteremo nei prossimi mesi per questo.

Alla riunione romana si è ulteriormente svelata una grande alleanza tra la lobby crocieristica,capitaniata dal presidente dell’Autorità Portuale Paolo Costa e la lobby delle grandi opere in città.

Da ieri emerge come possibile alternativa al Canale della Giudecca e al Bacino di San Marco lo scavo terribile di un nuovo canale in laguna, il Contorta Sant’Angelo.

Questo canale dovrebbe tagliare in due il bacino sud della laguna di Venezia e far arrivare dalla finestra ma sempre nel cuore della città queste mega-navi.

Questo è un grande regalo che la lobby veneziana crocieristica di Paolo Costa sta facendo all’altra grande lobby veneziana, quella del Mosè, delle grandi opere, del Consorzio Venezia Nuova.

E’ del tutto evidente che il destinatario di questa parte dello scavo di questo mega-canale sarà sempre il Consorzio, sarà sempre la Mantovani che nonostante la decapitazione giudiziaria dei suoi principali dirigenti continua a manovrare le leve in questa città per aggiudicarsi i soldi pubblici, i soldi della Legge Speciale, i soldi di Venezia per proseguire una devastazione del territorio e un modello portuale assolutamente insostenibile.

Il Comitato No Grandi Navi Laguna Bene Comune, proprio perchè si chiama Laguna Bene Comune,  non accetta nemmeno questo definitivo colpo di grazia all’equilibrio isro-morfologico della laguna e ci opporremo con qualunque mezzo a ulteriori scavi nella nostra laguna.

Tratto da Global Project