“Irriducibili” a Venezia

Fradici fino all’osso, giusto per ricordare a tutte e a tutti, se mai ce ne fosse stato bisogno, di cosa é fatta Venezia. Si, perché all’acqua di marea, domenica 24 novembre si è aggiunta la pioggia che, da campo S. Margherita fino a campo S. Stefano, ha martellato i partecipanti alla riuscita manifestazione indetta dai comitati veneziani (NO Mose, No Grandi Navi fino a FFF) contro la mostruosità del Mose e l’assenza di reali politiche ambientali, vera causa del disastro di queste ultime settimane. Ma né l’acqua né il ridotto preavviso hanno potuto scoraggiare i manifestanti, tanta era la voglia di esserci, tanta la consapevolezza della drammaticità del momento, perché quella irresponsabilmente imboccata dai potentati economici e politici che da lustri governano territori e Regione può rivelarsi davvero, per Venezia, una via senza ritorno…

Tuttavia, la vera sorpresa è arrivata in serata, quando il TG Regionale della Rai ha divulgato la notizia che quel pomeriggio, a Venezia, si era celebrata una  manifestazione di “irriducibili”, giusto per veicolare la scarsa partecipazione cittadina alla stessa. Ora, al di là della falsità dell’informazione, apostrofare coloro che con alto senso civico e passione democratica vi hanno partecipato con un termine figlio di tutt’altra  (sub)cultura politica appare offensivo nei loro confronti e quantomeno inopportuno per un sedicente “Servizio pubblico”. Cosicché, la ragione vera dell’infelice scelta lessicale del Tg Rai sembra iscriversi nel tentativo di denigrare quella parte di popolo non normalizzata, non piegata alla cultura catto-leghista predatoria e mercificatrice del territorio, del gigantismo (delle opere), perché sicura fonte di intrallazzi, tangenti e mazzette oltre che di danni irreversibili al fragile ambiente lagunare e che, proprio per questo, domenica è scesa in piazza. Convinta com’è, insieme a milioni di concittadini, che Venezia possa e debba avere un futuro diverso.

Alessandro Punzo

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